Economia
EssiLux, gli avvoltoi di Wall Street nel capitale. Third Point compra azioni

Il fondo speculativo fondato nel 1995 dal miliardario Daniel Loeb va a caccia di criticità corporate per estrarre valore dalle azioni
"Siete lenti e senza strategia”, aveva scritto lo scorso anno l'hedge fund Third Point ai vertici di Nestlè, big corp dei mercati internazionali che, incalzata proprio dall'attivista, aveva appena dato avvio a un mega buy-back di 20 miliardi di franchi svizzeri. E delle sue invasioni di campo nella tolda di comando per dettare terapie shock sul business ne sanno qualcosa in Cambell, Yahoo, Sony, Honeywell, Dow Chemical e Sotheby’s, nomi blasonati delle Borse. Ora il cinquantasettenne ex Citigroup Daniel Loeb, creatore del fondo avvoltoio statunitense Third Point, ha messo gli occhi su Essilor-Luxottica, il gigante dell’occhialeria italo-francese da 57 miliardi di capitalizzazione nato dalla fusione da 48 miliardi di euro dello scorso anno tra Essilor e Luxottica, gruppo che in portafoglio ha brand come Ray-Ban e Oakley.
E questa non è certo una buona notizia per Leonardo Del Vecchio, attuale presidente esecutivo di Essilor-Luxottica che, dopo un duro scontro sulla governance, ha appena ricucito con l’anima transalpina firmando una tregua col vicepresidente Hubert Sagnieres.
Non ci sono ancora indicazioni sulla quota che sarebbe stata ottenuta dall'hedge fund (secondo i rumors il fondo speculativo avrebbe appena iniziato a costruire la propria posizione), ma quel che è certo che il miliardario amico di Paul Singer, un’altra vecchia conoscenza in Italia fra i fondi avvoltoi che comprano azioni di società andando in pressing sul management per estrarre valore dal titolo (da rivendere in ottica di breve ovviamente con lauta plusvalenza), sarebbe pronto a sfruttare le tensioni interne ancora latenti in EssiLux.

Hubert Sagnieres e Leonardo Del Vecchio
Presentata come un'operazione alla pari, l'accordo iniziale sulla condivisione della leadership è stato messo in discussione sul finire dello scorso anno da una serie di accuse reciproche fra Del Vecchio e Sagnieres. Le due fazioni hanno annunciato una tregua a maggio, quando i due top manager hanno concordato nel dare al braccio destro di Del Vecchio, Francesco Milleri e all’attuale Ceo di EssiLux, il francese Laurent Vacherot, la responsabilità congiunta nel gestire il processo di integrazione e la definizione della strategia. Percorso da concludere a fine 2020 quando verrà trovato un nuovo amministratore delegato. Un fronte d'incertezza a cui sono legati i 600 milioni di risparmi previsti dal piano di fusione.
Il fondatore di Third Point Daniel Loeb
Third Point, che gestisce asset per 15 miliardi di dollari, solo nel corso del 2019 ha investito in alcune delle maggiori conclomerate mondiali e non ha mai fatto mistero di puntare a un maggiore attivismo laddove ci siano più criticità. A giugno, per esempio, aveva fatto pressione su Sony affinché questa scorporasse le attività sui semiconduttori, si liberasse delle quote in Sony Financial e altre divisioni e si focalizzasse sugli asset legati all'intrattenimento. O ancora, ha chiesto a United Technologies di fare saltare la fusione nel settore aerospazio con Raytheon, contractor del dipartimento alla Difesa americano, definendola "mal concepita".
Nella prima metà del 2019 il fondo principale di Third Point ha avuto un ritorno del 13,1%, grazie ai guadagni generati dalle posizioni attiviste in gruppi come Nestlè e Sony. Atteggiamento aggressivo che nel 2012 ha portato Loeb, in piena crisi dell’eurodebito mentre gli speculatori di tutte le latitudini gufavano contro i Piigs, i Paesi più deboli dell’area della moneta unica, a puntare un miliardo di dollari sui rischiosissimi titoli di stato ellenici, scommettendo sulla determinazione dell'Ue a tenere Atene ancorata alla zona euro e guadagnando ben 500 milioni.
Pare che i vertici di Third Point abbiano già incontrato Del Vecchio che, attraverso Delfin, controlla un terzo delle quote della società. La manovra di Loeb è appena iniziata e il mercato che segue le mani forti si è messo in scia portando il titolo EssiLux a toccare intraday i massimi storici alla Borsa di Parigi (133,45 dollari).
@andreadeugeni