Economia

Il Job act non viola la privacy. Così cambiano i controlli sul lavoro

di Andrea Deugeni
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Mentre il segretario della Cgil Susanna Camusso torna sui controlli a distanza contenuti nel decreto attuativo del Jobs Act, attaccando il governo ("E' uno spionaggio nei confronti dei lavoratori, sconvolgimento della vita delle persone") e il Ministero del Lavoro specifica che non si tratta di "nessuna liberalizzazione", il presidente del Consiglio nazionale dei Consulenti del lavoro Marina Calderone, intervistata da Affaritaliani.it sul tema, spiega che "il controllo deve essere giustificato da esigenze organizzative e produttive, per la sicurezza del lavoro e per la tutela del patrimonio aziendale", un aggiornamento normativo dello Statuto dei Lavoratori da "accogliere positivamente". Ecco perché.

Come valuta il via libera del Governo, con un decreto attuativo del Jobs Act, al controllo a distanza sui lavoratori attraverso telefonini, pc e tablet?
“In merito alla modifica dell’art 4 dello Statuto dei Lavoratori relativa all’impiego di strumenti di controllo a distanza sui propri dipendenti attraverso impianti audiovisivi (pc, tablet, telefoni aziendali) senza la necessità di accordi sindacali preventivi, va intanto rilevato che il controllo deve essere giustificato da esigenze organizzative e produttive, per la sicurezza del lavoro e per la tutela del patrimonio aziendale".

E in ogni caso va subordinato ad una autorizzazione amministrativa...
"Esatto, da parte della Direzione Territoriale del Lavoro. Va aggiunto che la riforma in commento si va ad innestare in un contesto di aggiornamento normativo che risale al 1970". 

Cosa avviene negli altri mercati del lavoro maturi?
"Come rilevato dalla nostra Fondazione Studi, negli Stati Uniti già da tempo viene giustificato un attento controllo da parte del datore di lavoro in riferimento alla menzionata attività di comunicazione. Idem in Gran Bretagna dove la  proprietà esclusiva dell’imprenditore dei mezzi per l’esercizio dell’impresa si estende al sistema informatico aziendale, ivi compresa la posta aziendale. E anche in Francia l’impresa viene tutelata rispetto alla continua evoluzione di internet e dei sistemi telematici". 

Quindi, qual è il suo giudizio finale?
"La bozza di decreto legislativo in esame, pur nel rispetto della normativa in materia di privacy, va accolta positivamente in quanto la riforma non è finalizzata al controllo indiscriminato del lavoratore bensì a tutelare l’impresa dall’utilizzo improprio dei nuovi strumenti di comunicazione”.