Economia
Intimissimi, Calzedonia e Signorvino. L'impero senza crisi di Veronesi

Calzedonia, Intimissimi, Tezenis, Falconeri e Signorvino continuano a correre.Il golden boy dell'intimo ora ha il pallino della finanza. Pensando alla Borsa...
Quasi un incrocio tra Benetton, Maramotti e Stefanel, Veronesi accanto all’industria ha voluto entrare nelle “stanze dei bottoni” della finanza, approfittando dell’aumento da 1 miliardo di euro dello scorso danno del Banco Popolare per portare la sua partecipazione a poco meno dell’1% (ante fusione con Bpm) con un investimento da 16,5 milioni di euro, salvo poi fare il “bis” negli scorsi giorni, quando ha comprato altri 1,1 milioni di azioni di Banco Bpm per altri 2,9 milioni. In tutto quasi una ventina di milioni di euro a fronte dei quali Veronesi, già consigliere di Banco Popolare, ha visto l’ingresso nel Cda di Banco Bpm di Marisa Golo, amministratore delegato di Calzedonia.
Se la storia ci insegna qualcosa, da questo intreccio di amorosi sensi potrebbe nascere una relazione importante per il sostegno all’ulteriore espansione del gruppo, che lo scorso anno ha visto l’utile netto quasi raddoppiare da 114 a 208 milioni. Una conferma, l’ennesima, che il gruppo non conosce crisi (anni fa Veronesi spiegò di non essersi accorto neppure “della crisi del 2008-2009: l’abbiamo letta sui giornali, fortunatamente”) e che vuole e può continuare a crescere.
Proprio in questi mesi, del resto, è avvenuta l’apertura dei primi monomarca Calzedonia e Intimissimi in Cina (dopo lo sbarco, nell’autunno scorso, a New York), mentre continuano le aperture in Italia e nel resto del mondo.
Insomma: sull’impero di Veronesi, ormai, non tramonta mai il sole, ma non per questo l’imprenditore trentino è pronto a riposarsi sugli allori, perché sa che cercare di raggiungere “una perfezione che non può esistere” resta “la più grande e divertente delle sfide” per un imprenditore. E chissà che questo non significhi anche, un domani, sbarcare come già fecero Benetton, Maramotti e Stefanel, sul listino di Milano o di qualche altra piazza finanziaria mondiale. Magari assistito proprio da Banco Bpm, la terza banca italiana immediatamente dietro a Intesa e UniCredit.
Luca Spoldi