Economia

Mediobanca, Delfin e la pazza idea di presentare una lista di minoranza

di Redazione Economia

La holding di Milleri studia questa possibilità ma non c'è accordo al momento. Respinta anche la proposta di Nagel per un patto triennale

Mediobanca, il difficile accordo da trovare. I piani di Milleri e Nagel e la strada in salita verso il cda di ottobre

Mosse e contromosse in vista del cruciale cda di Mediobanca del prossimo 28 ottobre. Si susseguono i colloqui tra management e azionisti e si tenta di trovare un accordo per la composizione della prossima assemblea. Ma al momento - si legge su La Stampa - servirebbe un mezzo miracolo per scongiurare la possibilità che Delfin, la holding che un tempo faceva capo a Leonardo Del Vecchio e che possiede una quota che sfiora il 20%, presenti una sua lista di minoranza per l’istituto di Piazzetta Cuccia. Se questo scenario verrà confermato, si tratterà di un secondo episodio di uno scontro in realtà iniziato più di un anno fa e che come primo apice ha avuto l’assemblea delle Generali di fine aprile 2022.

Allora, da una parte c’era una lista del cda uscente appoggiata da Mediobanca, che puntava a confermare l’ad del Leone di Trieste, Philippe Donnet, e dall’altra un fronte composto da Delfin, la holding azionista del colosso Essilor-Luxottica, insieme a Caltagirone che fu poi appoggiato anche da Atlantia (oggi Mundys) e Fondazione Crt. L’onda lunga di quello scontro, come atteso da molti, adesso è arrivata fino a Mediobanca.

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