Economia

Partite Iva e gestione separata Inps: il piano di Renzi. Cosa cambia

Rumors: passaggio alla gestione ordinaria Inps per i cocopro

di Andrea Deugeni
twitter11@andreadeugeni

Novità per le Partite Iva: aliquota al 25% da gennaio 2017. Il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan, nel suo intervento al Forum Ambrosetti di Cernobbio in cui ha esposto a imprenditori, finanzieri ed economisti l'impostazione della prossima legge di Stabilità, lo ha detto chiaramente: anche se i margini di azione, data la bassa crescita sono pochi, dopo aver messo in sicuerezza la neutralizzazione delle clausole di salvaguardia (15 miliardi), le poche risorse che rimarranno a disposizione verranno impiegate in parte per una riduzione delle tasse. Se centrale sarà il taglio dell'Ires (confermata la sforbiciata dal 27,5% al 24% che vale oltre 3 miliardi di ruo), un'altra parte dell'alleggerimento, secondo i rumors, potrebbe andare a beneficio del milione di partite Iva spesso bisfrattate dagli inquilini di Palazzo Chigi.

Pare infatti che sul tavolo del sottosegretario alla presidenza del Consiglio Tommaso Nannicini, deus ex machina della staff degli economisti a servizio del premier Matteo Renzi, ci allo studio una diminuzione di due punti percentuali dell'aliquota delle partite Iva (dal 27%) e una cancellazione di ogni aumento previsto per i prossimi anni. Un piano di alleggerimento che al momento varrebbe circa 350 milioni di euro e che, secondo le simulazioni dei tecnici di Palazzo Chigi, potrebbe portare lasciare nelle tasche delle partite Iva una cifra media non inferiore ai mille euro l’anno. Pareggiando così il famoso conto in sospeso con il lavoro dipendente a cui due anni fa Renzi diede una cifra simile con il tanto contestato bonus di 80 euro, lasciando fuori appunto l'universo dei lavoratori meno garantiti.

Oggi una partita Iva iscritta alla gestione separata Inps (Inps 2) oltre a versare il 27% del reddito incassato, paga un altro 0,72% per limitate prestazioni assistenziali. Un’aliquota congelata due anni fa, e che nelle intenzioni del legislatore avrebbe dovuto già salire al 33% dei lavoratori dipendenti.

Altra novità, secondo le indiscrezioni, riguarderebbe i collaboratori a progetto, per i quali è previsto il passaggio alla gestione ordinaria dell'Inps. Una misura che permetterebbe loro così, nel giro di pochi anni, di contare su prestazioni pari a quelle di un lavoratore dipendente, dalla maternità alla malattia. E qualora dovesse perdere il lavoro, il collaboratore a progetto potrà beneficiare del Naspi, ovvero il sussidio di disoccupazione che spetta a ogni lavoratore a tempo indeterminato.