Economia
Recovery Fund, nuovo Consiglio a luglio. Conte in pressing sui tempi

Fumata nera sui dettagli del Piano Ue per la ricostruzione.Francia-Germania alleate dell'Italia sulla rapidità del varo.Macron: "Almeno 500 miliardi per grants"
Condizionalità degli aiuti, dimensione finanziaria del piano e del bilancio Ue 2021-2021, ammontare delle sovvenzioni e dei prestiti, contributi al bilancio per alcuni Paesi: fumata nera al Consiglio europeo per i dettagli sul Recovery Fund. In un vertice in videoconferenza, i capi di Stato e di Governo dei 27 Paesi hanno deciso di rivedersi a metà luglio, anche in presenza fisica, per stringere stringere sul meccanismo di funzionamento da 750 miliardi costruito dalla Commissione europea per aiutare le economie dei Paesi maggiormente colpiti dal Covid-19. Al momento le posizioni restano barricate sulle proprie linee rosse.
“La riunione di oggi ha permessi di verificare elementi di consenso ma su alcuni temi occorre continuare a discutere. Ora passiamo a un'altra fase negoziale” sul bilancio Ue e sul piano anticrisi, ha spiegato il presidente Ue Charles Michel che ha indicato come su alcuni punti ci sia consenso, ma su altri no per cui “non vanno sottostimate le difficoltà" delle discussioni.
Il presidente francese Emmanuel Macron ha ripetuto che il pacchetto anticrisi europeo deve prevedere almeno 500 miliardi da trasferire agli Stati più colpiti come sovvenzioni a fondo perduto. Si tratta di una “linea rossa” che corrisponde all'originaria proposta franco-tedesca.
Anche se nel corso del Consiglio, il premier olandese Mark Rutte ha avuto parole di apprezzamento per il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte e per l'esecutivo italiano, dicendo di "guardare con favore allo spirito che sta ispirando il Governo sulle riforme, favorendo gli investimenti per la rescita e la produttività”, ugualmente, i Paesi frugali capeggiati dall’Olanda (Austria, Finlandia a Danimarca), come fatto sapere anche dalla Cancelliera Angela Merkel, “hanno ribadito le loro opinioni”.

"Oggi non abbiamo parlato molto dell'equilibrio tra prestiti e sovvenzioni, ha aggiunto la Merkel, secondo cui “l'atmosfera è stata costruttiva e che c'e' accordo sull'architettura della proposta (per il rilancio economico)”. Per la Germania “è importante lo 'sconto' sul contributo al bilancio Ue”.
Inoltre la cancelliera ha detto che i 27 hanno parlato della possibilita' di cominciare il rimborso dei prestiti sul mercato da 750 miliardi (da raccogliere con bond comunitari) gia' nel periodo del prossimo bilancio Ue 2021-2027 non aspettando quindi il bilancio successivo 2028-2035.
Quanto al volume dell'operazione secondo alcuni Stati “è troppo elevato, secondo altri troppo basso" e sul fatto che dovranno esserci sia prestiti che sovvenzioni a fondo perduto ha indicato di non vedere divergenze (la divergenza è sull'equilibrio tra gli uni e gli altri).
Per Macron occorre definire un accordo entro luglio, obiettivo già indicato ieri dalla Cancelliera Merkel. Alleati prezioni per Conte che oggi è andato in pressing sulla deadline estiva per il varo effettivo del progetto sul Recovery Fund.
"Dobbiamo assolutamente chiudere l'accordo entro luglio. E dobbiamo assecondare gli sforzi della Commissione di rendere disponibili alcune risorse già per quest'anno", ha spiegato infatti Conte nel suo intervento, definendo "giusto il nome scelto per la proposta della Commissione 'Next Generation EU', perché noi non stiamo lavorando solo per preservare il mercato unico e i nostri interessi comuni. Stiamo lavorando per difendere i nostri valori e per assicurare un futuro alle nuove generazioni".
In discussione ci sono i tempi dell’entrata in vigore e l’ammontare delle risorse da suddividere in sussidi e prestiti del Recovery Fund da 750 miliardi. Da un lato le istituzioni europee, sostenute dalla forza politica di Angela Merkel ed Emmanuel Macron, impegnate a bruciare le tappe e salvare il piano pensato per evitare un collasso finanziario dei paesi più colpiti dal Covid e con essi dell’eurozona. Dall’altro i “frugali”, i nordici che vogliono tagliare gli aiuti e vincolarli a maggiori condizionalità, riforme e austerity. Con loro i paesi dell’Europa centro-orientale, che vogliono incassare più miliardi dal Recovery nonostante le loro popolazioni siano state meno colpite dal virus.
"La Commissione europea e la Bce non hanno mancato l'appuntamento con la storia. Ora è il turno del Consiglio Europeo di essere all'altezza della sfida e di dare un segnale politico forte. A me non piace la formula "compromesso", preferisco si lavori per una "decisione politica ambiziosa", ha aggiunto Conte nel corso del Consiglio Ue.
Il Recovery prevede che la Commissione Ue tramite degli Eurobond raccolga 750 miliardi sul mercato e li distribuisca ai paesi più colpiti dalla crisi sotto forma di aiuti da non rimborsare (500 miliardi) e di prestiti a basso costo (250 miliardi). L’Italia, con un totale di 172 miliardi, sarebbe il primo beneficiario. I soldi arriveranno in minima parte nel 2020 (11,5 miliardi per tutti i ventisette) e poi a partire dal 2021. Le piste negoziali per chiudere l’accordo prevedono uno “scambio” tra Recovery in favore del Paesi del Sud Europa e il mantenimento degli sconti ai contributi nazionali al Bilancio Ue 2021-2027, anch’esso parte del negoziato, del quale beneficiano i nordici. I “frugali” continuano ad opporsi.
Parlando anche a nome dei colleghi di Olanda, Danimarca e Finlandia, il cancelliere austriaco Sebastian Kurz nel chiuso del summit ha affermato che "il Recovery Fund non deve aprire la strada a un'unione del debito, deve esserci un limite di tempo e si deve discutere su chi paga quanto, di chi beneficia di più e di quali condizioni vincolano gli aiuti".