Economia

Tim, nel semestre rosso per 483 mln. Ebitda a 3 mld: alzate le stime 2022

Mentre i ricavi restano stabili a 7,5 miliardi, in crescita dello 0,2%. Il titolo rimbalza in Borsa e chiude in rialzo del 3,87% a 0,2 centesimi

Tim archivia la prima metà dell'anno con una perdita di 483 milioni 

Tim ha chiuso il primo semestre con una perdita di 483 milioni di euro, contro il rosso di 149 milioni nello stesso periodo del 2021. Il secondo trimestre chiude con una perdita di 279 milioni, contro i -79 milioni del secondo trimestre 2021. Nel primo semestre del 2022 il gruppo Tim ha registrato un Ebitda organico di 3 miliardi di euro, con un miglioramento del trend nel secondo semestre.

Alla luce dei trend operativi del primo semestre il gruppo Tim ha rivisto al rialzo i target per l'Ebitda 2022. In particolare, secondo quanto informa una nota, l'Ebitda organico di gruppo sarà pari a "high single digit decrease" da "low teens decrease"; mentre l'Ebitda Al di gruppo sarà nell'area "low teens decrease" da "mid to high teens decrease". 

Tim, nel primo semestre ricavi in crescita dello 0,2% a 7,5 miliardi 

Tim ha realizzato nel primo semestre ricavi per 7,557 miliardi di euro, con un +0,2% rispetto allo stesso periodo del 2021. I ricavi domestici sono scesi del 7,5% a 5,575 miliardi, quelli del Brasile sono saliti del 15,4% a 1,819 miliardi. Il margine operativo lordo scende del 3m5% a 2,658 miliardi di euro, e il risultato operativo lordo segna -18% a 397 milioni. La perdita è di 483 milioni nel periodo.

Gli investimenti industriali sono saliti del 5,4% a 1,906 miliardi. L'indebitamento finanziario netto after lease al 30 giugno 2022 si attesta a 19,3 miliardi di euro, in aumento di 1,9 miliardi di euro sull'anno e di 1,7 miliardi di euro rispetto al 31 dicembre 2021. L'indebitamento finanziario netto è pari a 24,7 miliardi di euro, in aumento di 2,6 miliardi di euro sull'anno e di 2,5 miliardi di euro rispetto al 31 dicembre 2021. Nel solo secondo trimestre i ricavi salgono del 2,6% a 3,913 miliardi di euro, il Mol scende del 15,8% a 1,342 miliardi.

Nel secondo trimestre, afferma una nota, il tasso di abbandono ('churn') nel segmento mobile si è portato ai livelli più bassi degli ultimi 16 anni (3,3%, -0,4 sull'anno) ed è migliorato anche nel fisso (3,3%, -0,1 punti). Il numero complessivo delle linee mobili di Tim si è attestato a 30,4 milioni, in crescita rispetto al trimestre precedente di 32 mila unità. Prosegue il trend di stabilizzazione della base clienti: nella "mobile number portability" (ovvero il flusso verso altri operatori) Tim registra il miglior risultato tra gli operatori infrastrutturati con un saldo netto pari a -67 mila linee.

Al tempo stesso il settore vede il flusso delle portabilità ridursi complessivamente di oltre il 6% sull'anno, a dimostrazione del raffreddamento della competizione nella parte a maggior valore (clientela high-spending). In assenza del piano voucher per i clienti Consumer, che aveva avuto un impatto positivo anche sulle performance del secondo trimestre 2021, l'andamento delle linee fisse retail è simile a quello registrato nel primo trimestre (-97 mila).

In aumento del 5,5% il ricavo medio dei clienti retail (ARPU BB+ICT). Nel secondo trimestre sono state attivate 175 mila nuove linee retail e wholesale a banda ultralarga, raggiungendo 10,4 milioni di unità con un incremento di oltre il 10%. Nel primo semestre, la riduzione dei costi operativi rispetto ad un andamento inerziale è stata pari a circa 200 milioni di euro, il 70% circa del target fissato per il 2022.

Inoltre, sono state identificate ulteriori aree di efficienza legate anche alla razionalizzazione delle Capex e dei leasing, con il conseguente innalzamento a 1,5 miliardi di euro da 960 milioni di euro entro il 2024 del target cumulato di riduzione dei cash cost rispetto ad un andamento inerziale. In Borsa il titolo di Tim chiude in rialzo a +3,87% a 0,2227 centesimi.