Economia

Tim, proroga a Cdp per la rete unica. Ma la trattativa non è in esclusiva

L’ex-Telecom vuole capire che cosa succederà con la Cassa, ma con il nuovo governo il famoso piano B potrebbe sfumare

Tim pronta a concedere la proroga a Cdp per la rete unica

Era nell’aria, ora la conferma arriva: il consiglio di amministrazione di Tim è pronta a concedere una proroga a Cassa Depositi e Prestiti rispetto al MoU siglato nei mesi scorsi per la realizzazione della rete unica. Ci sono però due importanti novità: la prima riguarda il fatto che non si tratta di un accordo in esclusiva, visto che Tim intende tutelarsi rispetto a possibili cambi di programma della Cassa. La seconda sono i tempi: non si dovrebbe andare oltre la fine del 2022.

Dal canto suo, Cdp ha un po’ di nodi da sciogliere. Prima di tutto la valutazione della rete: non può essere i 31 miliardi ventilati da Vivendi, non può neanche trattarsi dei 15 di cui si era parlato nelle scorse settimane. Se, dunque, si arrivasse a un’offerta intorno ai 22 miliardi la trattativa si potrebbe chiudere in tempi abbastanza rapidi. Questo sarebbe un modo per accelerare sul dossier rete unica che lo stesso governo di centro-destra ha benedetto già da tempo.

Attenzione, però, perché proprio la visione di Fratelli d’Italia sulla rete delimita un perimetro ben definito. Prima di tutto, perché il famoso “piano B” di cui Pietro Labriola aveva già parlato – un beauty contest per l’acquisto di quote minoritarie della rete – sarebbe pressoché impossibile visto che i vertici di FdI hanno dichiarato che la rete deve essere pubblica e italiana. Cioè, di Cdp.

Ma se la Cassa dovesse lanciare un’opa su Tim come si dice in queste ore? In quel caso ci sarebbe un problema procedurale. Quando lo scorso anno Kkr si presentò con un’offerta da 11 miliardi complessivi, cioè 0,505 euro per azione, il consiglio di amministrazione rifiutò reputando la cifra troppo bassa. Oggi però Tim vale in Borsa 4,1 miliardi, con le azioni ferme a 0,2 euro. Chi mai offrirebbe un premio del 300%? Nessuno, ovviamente. Ma non dimentichiamo che il presidente della Cassa Giovanni Gorno Tempini, è anche membro del board di Tim. Se dovesse arrivare un’offerta inferiore agli 11 miliardi da Cdp per un’opa, si potrebbe addirittura pensare a un’azione di responsabilità da parte degli azionisti verso Gorno Tempini stesso.  

Come andrà a finire? Presto per dirlo. Quello che è certo è che non è scontato il matrimonio. Il Piano Minerva elaborato da Fratelli d’Italia prevede lo spezzatino di Tim, la vendita di alcuni asset, la “cura dimagrante” e soprattutto la cessione della rete che non sarebbe più verticalmente integrata. Il tutto per abbattere il debito monstre che oggi paralizza le attività dell’azienda, nonostante un taglio robusto e un continuo focus sulla sua riduzione.