Esteri
Lesotho, la risposta di Christopher Aleo a Donald Trump tra visione e investimenti
Aleo (iSwiss Bank): "Il Lesotho non è un puntino dimenticato sulla mappa, ma un Paese vivo, strategico, con un potenziale straordinario"

Il fondatore di iSwiss Bank Christopher Aleo risponde a Donald Trump sulla questione Lesotho
Le recenti dichiarazioni dell’ex presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, che ha liquidato il Lesotho come “un posto di cui nessuno ha mai sentito parlare”, hanno sollevato non solo proteste diplomatiche, ma anche reazioni decise da parte del mondo della finanza internazionale. Una delle voci più autorevoli è quella di Christopher Aleo, banchiere italo-svizzero e fondatore di iSwiss Bank, attivo con investimenti diretti proprio nel piccolo regno africano.
“Queste parole sono superficiali e, francamente, fuori tempo massimo" ha dichiarato Aleo. "Il Lesotho non è un puntino dimenticato sulla mappa, ma un Paese vivo, strategico, con un potenziale straordinario. Non possiamo più permetterci di ignorare l’Africa né di affidare la nostra visione geopolitica a cliché obsoleti”.
Incastonato tra le montagne e completamente circondato dal Sudafrica, il Lesotho ha una posizione geografica peculiare ma tutt’altro che marginale. Fornisce acqua e energia idroelettrica a milioni di cittadini sudafricani, è ricco di giacimenti di diamanti, vanta un settore tessile competitivo e una popolazione giovane e in costante crescita, pronta a entrare nel mercato del lavoro.
Non un beneficiario passivo di aiuti esteri, quindi, ma un partner economico emergente. E la visione di Aleo, con i suoi investimenti, va esattamente in questa direzione. Nel 2024, iSwiss Bank ha avviato ufficialmente le proprie attività a Maseru, la capitale del Paese. L’obiettivo: portare servizi bancari moderni in un mercato ancora poco servito e fungere da ponte tra capitali globali e progetti locali ad alto impatto sociale ed economico.
Attraverso un mix di finanza strutturata e investimenti diretti, la banca sta finanziando diverse iniziative strategiche, tra cui: cartolarizzazione di progetti di energia rinnovabile, per attrarre capitali internazionali a sostegno delle infrastrutture solari locali; sviluppo di nuovi impianti fotovoltaici, con l’obiettivo di ridurre la dipendenza del Paese dall’elettricità importata e promuovere una transizione verso energie pulite; investimenti nel settore dei diamanti, con particolare attenzione alla creazione di impianti di taglio e lucidatura sul territorio, per trattenere maggior valore aggiunto localmente; supporto all’industria tessile e manifatturiera, in chiave di modernizzazione e incremento dell’occupazione, soprattutto femminile e giovanile.
Aleo sottolinea che non si tratta di operazioni speculative, ma di impegni a lungo termine: “Non stiamo facendo beneficenza. È un investimento intelligente, responsabile e rispettoso delle istituzioni e delle persone del Lesotho”. Uno dei pilastri della strategia di iSwiss è la valorizzazione dei giovani imprenditori locali. Il gruppo sta collaborando con università e hub di innovazione per offrire formazione, microcredito e strumenti per lo sviluppo di startup locali.
In un Paese dove la disoccupazione giovanile rappresenta una sfida importante, questi programmi potrebbero generare un impatto positivo concreto e duraturo. “Il nostro obiettivo", ha dichiarato Aleo, "non è solo generare profitti, ma creare opportunità. I giovani del Lesotho hanno idee e voglia di fare. Serve solo offrire loro gli strumenti giusti”.
L’impegno di iSwiss nel Lesotho si inserisce in un più ampio riposizionamento degli investimenti internazionali in Africa. Un continente che, da zona considerata instabile e dipendente dagli aiuti, sta oggi emergendo come area ad alto valore strategico: ricca di risorse, con economie in crescita e una demografia in espansione.
Paesi come Botswana, Namibia, Mozambico e lo stesso Lesotho stanno attirando flussi consistenti di investimenti diretti esteri, soprattutto nei settori di energia, infrastrutture, agricoltura e tecnologia. La crescente stabilità politica e l’apertura verso riforme economiche stanno facendo dell’Africa australe una delle nuove frontiere per la finanza globale.
La risposta di Aleo alle parole di Trump va oltre la difesa del Lesotho: è un invito a ripensare la narrazione globale sull’Africa. Il continente viene ancora troppo spesso rappresentato con stereotipi semplicistici: da un lato terra di povertà, dall’altro nuova “corsa all’oro”. Entrambe visioni parziali e, per Aleo, fuorvianti.
“Il futuro della crescita globale, dell’innovazione e della sostenibilità passerà anche dall’Africa", ha dichiarato Christopher Aleo. "E Paesi come il Lesotho, se supportati nel modo giusto, possono essere protagonisti. Sottovalutare questo potenziale non è solo irrispettoso. È un errore strategico”.