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Trump presenta la "Gold card" da 5 milioni di dollari che garantisce il diritto di residenza

“Ne comprerò una anch’io, ovviamente sarà disponibile tra un paio di settimane”, ha dichiarato il tycoon

di Redazione Esteri

Trump, arriva la "gold card" da 5 milioni di dollari

Sembra uno scherzo, ma non lo è. Il presidente degli Stati Uniti, a bordo dell’Air Force One, ha mostrato la cosiddetta “gold card”, un visto speciale per milionari, sulla quale spicca in oro l’effigie proprio di Donald Trump. Questa nuova carta, proposta a cinque milioni di dollari e garantendo il diritto di residenza, appare simile a una normale carta di credito.

La sua immagine riproduce il volto di Trump, in giacca e cravatta, accompagnato in alto dalla scritta “United States of America”. In basso, vicino al simbolo dell’Aquila calva, è riportato il valore di cinque milioni, mentre sulla destra, circondata da nove stelle e dalla firma del presidente, figura la dicitura “Trump Card”.

“Scherzosamente” – ha domandato Trump ai fotografi e ai giornalisti in viaggio verso Mar-a-Lago – “c’è qualcuno che vuole acquistarla? Per cinque milioni di dollari è vostra. È la Gold Card, la Trump Card”. L’annuncio arriva poche ore dopo la peggiore seduta di Wall Street degli ultimi cinque anni, causata dalle tensioni commerciali innescate dalla politica estera dell’amministrazione.

“Ne comprerò una anch’io, ovviamente – ha aggiunto il presidente, agitando la carta, benché sia già cittadino americano – sarà disponibile tra un paio di settimane”. Il mese scorso, Howard Lutnick, Segretario al Commercio, ha dichiarato che sono stati già venduti in prelazione più di mille esemplari della “Golden Card” e che oltre 37 milioni di persone nel mondo sarebbero interessate all’acquisto.

La carta, rivisitazione in chiave moderna e “trumpiana” del visto EB-5 (che concede l’ingresso a chi investe almeno un milione di dollari negli Stati Uniti), secondo Lutnick, potrebbe portare introiti per mille miliardi di dollari. Tale somma, nelle intenzioni del governo, andrebbe a ridurre il debito pubblico, oggi pari a 36 mila miliardi.

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