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Banche, Sallusti corre in soccorso di Giorgia e bacchetta la sua ex padrona

di Maurizio De Caro

Appena rientrato alla guida del Giornale, il direttore stigmatizza la figlia del suo ex "padrone"...

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Il direttore dalla memoria corta in soccorso di…

Sostiene Sallusti che “viene prima il paese”, e questa sarebbe un ovvietà se non si conoscessero le spericolate scorribande dell’agiografo magno, tra giornali, comparsate televisive, amori assortiti e continuativi “salti della quaglia” lievi e poco urlati. Sostiene Sallusti che lui è un liberale, e su questo ragionamento non ci piove, ditemi chi oggi non si definisce tale, ma che si arrivasse a stigmatizzare le affermazioni della figlia del suo scomparso e prodigo padrone, farebbe rabbrividire chiunque anche per i modi leziosi, più che urbani che qualcuno (Mesneri) ha definito “mielismo”, sia pure migliorato, avvelenato e intriso di piaggeria.

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Vocazione italica suprema che impedisce di prendere una posizione seria, e da qui l’odio per gli arbitri, diluendola in tanti altri rivoli e dunque la sostanza del ragionamento risulta falsata, inattaccabile, perché i nuovi (e vecchi) aedi del melonismo occupano la stanza dei bottoni facendo finta di argomentare, adducendo valutazioni alte a considerazioni banali. Sostiene Sallusti che il suo provincialismo lacustre mai dimenticato, nonostante le frequentazioni di pseudo-Principesse e pseudo-pitonesse, tra il buco nero del Forte, e la Roma cafona dei Potenti, le origini dunque, forgiano il carattere ambizioso, silenzioso e naturalmente prono ad ogni cambiamento di stato, nello Stato.