Politica

Centrodestra, Berlusconi verso l'accordo con Salvini. Pesa il "pericolo" M5S

Alberto Maggi (@AlbertoMaggi74)

Centrodestra, la verità sull'incontro Meloni-Berlusconi

Silvio Berlusconi sotterra l'ascia di guerra e apre a Matteo Salvini incontrando ad Arcore Giorgia Meloni, la leader di Fratelli d'Italia che diventa così la mediatrice per la ricomposizione del Centrodestra. D'altronde i segnali c'erano tutti, prima fra i quali l'asse sempre più forte tra i Governatori del Nord (Liguria - Toti, Lombardia - Maroni, Veneto - Zaia). Non solo, il presidente della Regione Liguria e consigliere politico di Forza Italia ha un rapporto ormai strettissimo e di amicizia anche personale con Salvini.

Ma la vera svolta viene dall'ex Cav, il quale - sondaggi alla mano - ha capito che con il tracollo del Pd è impossibile una Grande Coalizione post-voto con Renzi. Anche perché - stando agli ultimi numeri di Euromedia Research (clicca qui per leggere il sondaggio) - Alfano è sceso perfino sotto il 2% e rischia di restare fuori dal prossimo Parlamento. Il vero pericolo per Berlusconi sono i 5 Stelle, considerati "peggio dei comunisti". I fedelissimi del leader azzurro dicono che sarebbe pronto a qualsiasi cosa, anche ad accettare la candidatura a premier di Salvini, pur di contrastare la possibile conquista del potere da parte di Grillo, Di Maio e Casaleggio.

Ed ecco perché nella giornata di ieri Berlusconi ha voluto vedere la Meloni ad Arcore: obiettivo gettare le basi per ricostruire il Centrodestra. Come? Tutto dipende dalla legge elettorale. Se resta quella attuale, listone unico che potrebbe chiamarsi 'Prima gli italiani' (slogan copiato di Trump, 'America first', importato da Salvini e marchio già depositato dalla Santanchè), se invece si passerà alle coalizioni o al Mattarellum (quasi impossibile) ok alla federazione proposta dal leader del Carroccio e primarie direttamente nelle urne. In sostanza, non si andrà al voto con un candidato a Palazzo Chigi che, in caso di vittoria, verrà espresso dalla lista o dal partito che avrà preso il maggior numero di consensi.

Accordo raggiunto su immigrazione, flat tax, abolizione degli studi settore, pensioni, welfare, sicurezza e rapporti con la Russia di Putin. Resta aperto il nodo dell'Europa, ma gli attenti osservatori fanno notare come Salvini si sia ammorbidito e non parli più come fa Marine Le Pen di uscire dall'euro e dall'Ue senza se e senza ma. Lascia questa possibilità come extrema ratio qualora a Bruxelles bocciassero ogni tipo di tentativo di rivedere i trattati. In questo modo appare più semplice trovare l'intesa nel Centrodestra anche sul capitolo Europa ed euro, ovvero quello che finora aveva maggiormente diviso Berlusconi e Salvini. Ovviamente la Meloni in mezzo nel ruolo di mediatrice.