Politica

Concita, il Sud e quell'insopportabile radicalchicchismo morale

Di Giuseppe Vatinno

Nuova gaffe per la De Gregorio che è riuscita a far arrabbiare tutti, da destra a sinistra, dopo un'uscita infelice su Mario Draghi

Concita, la sinistra e quell'insopportabile radicalchicchismo

Uno dei più grandi problemi che la sinistra mondiale –non solo quella italiana- deve affrontare e di cui –tra l’altro- difficilmente si rende conto, è il suo insopportabile radicalchicchismo che consiste in quella (supposta) superiorità morale che porta inevitabilmente ad una sorta di “lezionismo etico”, insomma quella che Enrico Berlinguer chiamava questione morale. Il fronte è variegato ma compatto e infesta letteralmente tutti i media. L’ultima perla è stata sganciata dall’ineffabile Concita De Gregorio: “Aveva il tono di uno che, titolare di cattedra ad Harvard, è stato incaricato di una supplenza all’alberghiero di Massa Lubrense” ha scritto nella sua rubrica di Repubblica (che perde il pelo ma non il vizio) e l’ha ripetuto in “In Onda”, rubrica che tiene su La7 con il compare David (mi raccomando l’accento sulla i) Parenzo. La saccente giornalista si riferiva alle dimissioni da presidente del Consiglio di Mario Draghi.

Ovviamente l’improvvida ha dimostrato di non conoscere ancora il meccanismo della Rete che come un filtro relativistico annulla le distanze galattiche per ridurle a questioni locali di pochi centimetri. E così in poche ore si è trovata travolta da una violenta reazione di massa. Lorenzo Balducelli sindaco del comune napoletano l’ha fatta nera: “Sono dispiaciuto soprattutto per i ragazzi. Una gaffe ci può stare, capita a tutti, ma fatta da una giornalista del calibro di Concita De Gregorio in un momento drammatico come la fine del governo di Mario Draghi, per ben due volte, prima su La7 e poi sul suo blog è un po' troppo”.

Ed anche Amalia Mascolo, dirigente del plesso scolastico alberghiero Istituto Polispecialistico “San Paolo”: “Si tratta di parole fortemente degradanti e totalmente errate dal punto di vista pedagogico. Noi lavoriamo, ci facciamo in quattro per i nostri istituti e poi arriva la prima che capita e ci offende”. Pure il mondo del giornalismo non gliel’ha fatta passare liscia e Beppe Lopez, glorioso giornalista scalfariano l’ha impallinata rudemente su Infodem.it con un significativo: “Ma che stai a dì?”. Insomma la bionda musa delle lettere ha fatto incazzare tutti. Ma dietro a tutto questo non c’è solo l’istinto della improvvida gaffeur ma aleggia sempre appunto l’insopportabile credersi superiori a tutti gli altri perché si è di sinistra. È il già citato radicalchicchismo che ha distrutto la sinistra stessa.

Il fenomeno come dicevamo è mondiale, basti pensare a Hillary Clinton che ha spianato la strada negli Usa a Donald Trump. La gente è stufa di chi predica bene e razzola male. Concita “ha magnato”, si direbbe a Roma, troppe tartine al caviale negli attici dei centri storici e le dita le sono rimaste impiastricciate di insopportabile cremetta di superiorità morale, del tutto inesistente. Questa gente dovrebbe stare dalla parte –a parole- degli umili e degli ultimi ed invece è mefitica cantrice dei potenti, in una tragica eterogenesi dei fini. E dire che l’origine dell’ex direttrice dell’Unità è la Sicilia, non proprio Cologno Monzese, ecco. Evidentemente la sua laurea in Scienze politiche all’Università di Pisa le deve aver instillato una così alta concezione di sé, tanto da disprezzare l’alberghiero campano, chi ci lavora e soprattutto i ragazzi per cui quell’istituto rappresenta una speranza di riscatto sociale e sicuro usbergo alla camorra. Potremmo dire parafrasando Francisco Goya che se “il sonno della ragione genera mostri”, il sonno di Concita genera razzismo e intolleranza. La cosa che meraviglia è proprio che ci sia ancora chi si meraviglia di queste uscite.