Politica

Dall’Umbria spira il vento della destra e i giornaloni non capiscono il perché

Maurizio de Caro

Quando la destra vince (e i giornalisti cercano di spiegarci perché)

Hanno già scritto di tutto, hanno preso in causa le indagini politologiche più ardite, nell’infinita sequenza che gli “osservatori” li avevano avvertiti,” che non era il caso” e che “bisogna cambiare rotta” e che, naturalmente, è colpa di Matteo Renzi. La verità che il Frecciarossa di Salvini è sempre più lanciato verso la naturale occupazione degli scranni più alti del governo di questa repubblica. Il Piddì arranca ma regge, certo,da settanta anni  governava la povera Umbria,e gli stellati si sono inabissati nelle percentuali più consone alle loro capacità,in assenza di visioni.

Conte, trema, tentenna, urla ma a voce bassa,in attesa del prossimo scossone politico.Verrà dalla Calabria o addirittura dall’Emilia Romagna? E’ questione di tempo ma lo scenario è chiaro,e anche la fine dell’Homo Berlusconianus, configura una destra-destra, robusta e capace di raggiungere facilmente la metà dei consensi che servono per governare non secondo necessità ma realizzando programmi blindati e sovrani. E’ la politica bellezza, e come avevamo scritto in varie occasioni, Salvini è il Conducator che il paese anela e desidera, un Padre cui affidare i problemi minuti della quotidianità, l’Italia è diventata una grande famiglia leghista, semplice, con bisogni essenziali e senza particolari esigenze ideali o sociali.

Non è questo il neo-fascismo, è tutto circoscritto nel perimetro democratico, è solo la capacità quasi imprenditoriale del Capo di convogliare le rabbie, la stanchezza e la cattiveria che attraversano neanche tanto velatamente il paese. Onore dunque ai vincitori, e attendiamo un atteggiamento meno spocchioso da parte dei vinti, che hanno davanti a loro giornate difficili per analizzare una “coalizione arlecchina” che nasce solo nella speranza di limitare il calvinismo devastante,unito alle splendide performance della Meloni,ormai vera deuteragonista di questa marcia Trionfale.

Dispiace vedere un paese che non riesce a trovare un equilibrio, che vive agitando le contrapposizioni più violente tra nemici dichiarati, senza la minima condivisione di un progetto di Stato, le milizie armate si sfidano all’ultimo sangue,come mai si era visto nel già agitatissimo agone politico. L’Umbria non cambierà gli assetti del governo nazionale, Renzi permettendo, ma il segnale è chiaro e definitivo, e neppure il talkisti di professione potranno ignorarlo, cercando scuse, e parlando di rubli e rimborsi fasulli.

La politica sono i numeri che compaiono sul tabellone,come fatturati di aziende in continua espansione,e neppure questa ultima lezione non servirà a questa sinistra,o pseudo- sinistra, morente,in assenza di progetto. Lo stesso capitano si deve essere stancato dopo tutti questi successi,e vede sempre più lontani avversari ed ex leader alleati: Matteo vuole governare solo, solissimo, con la Meloni come appendice in grado di parlare a quella fetta di elettorato che presto o tardi lo raggiungerà.

Uno spettro si aggira per l’Italia,attende e prende appunti,gioca con gli errori enormi degli altri, e continuerà a vincere, l’Uomo della Provvidenza ha già pronto il suo vestito migliore per trasformare il Paese in un “paese”, e presto ci riuscirà.