Politica

Ue vs Ungheria: "no" di Lega-FdI. Silvio: "O con Bruxelles o via dal governo"

Lega e Fratelli d’Italia hanno votato contro il rapporto Ue schierandosi a favore dei regimi illiberali

"L'Ungheria non può più essere considerata una democrazia" così il Parlamento europeo si è espresso oggi approvando il rapporto contro Budapest

Il Parlamento europeo, con 433 voti favorevoli, 123 contro e 28 astensioni, ha approvato oggi un rapporto in cui indica l’Ungheria come un "rischio sistemico per i valori dell’Ue" e chiede l’intervento più deciso del Consiglio. 

Per il Parlamento Europeo, l’Ungheria “non può più essere considerata una democrazia”. La situazione di Budapest si è degradata a tal punto che è diventato una “autocrazia elettorale”, si legge nel rapporto approvato oggi.

I partiti di Giorgia Meloni (FdI) e di Matteo Salvini (Lega) si sono opposti in blocco al rapporto del Parlamento Europeo, votando contro e schierandosi quindi dalla parte opposta, quella dei regimi illiberali.

Berlusconi: se alleati prendono strade diverse da Ue noi fuori

"La nostra presenza nel governo e' garanzia assoluta che il governo sara' liberale, cristiano, europeista e atlantista. Se questi signori, i nostri alleati, di cui ho fiducia e rispetto dovessero partire per direzioni diverse noi non staremmo nel governo". Lo ha detto Silvio Berlusconi parlando al Tg3. 

Le principali preoccupazioni dei deputati europei riguardano l’indipendenza della magistratura, la corruzione, i conflitti di interesse, la libertà di espressione e il pluralismo dei media, la libertà accademica, quella religiosa, la libertà di associazione, l’uguaglianza di trattamento, inclusi i diritti delle persone Lgbt, i diritti dei minori, dei migranti e dei richiedenti asilo, del funzionamento del sistema elettorale e costituzionale.

Nella relazione si raccomanda che l’erogazione dei fondi per la ripresa a Budapest sia sospesa “finché il Paese non si allineerà alle raccomandazioni dell’Ue e alle decisioni della giustizia comunitaria”.

La relatrice Gwendoline Delbos-Corfield, francese dei Verdi, sottolinea che “le conclusioni della relazione sono chiare e inequivocabili: l’Ungheria non è più una democrazia. Era fondamentale che il Parlamento prendesse posizione, tenendo conto dell’urgenza e della gravità degli attacchi contro lo Stato di diritto in Ungheria".