Politica

Forza Italia, Berlusconi è un problema. Cresce il malessere tra i big

Alberto Maggi (@AlbertoMaggi74)

Blitz su Zaia non convince. Ecco perché

A dirlo non sono soltanto Matteo Salvini e i colonnelli leghisti ma anche gli stessi big di Forza Italia. L'insistenza con la quale Silvio Berlusconi lancia il nome di Luca Zaia come candidato premier del Centrodestra cela mancanza di una strategia precisa e definita dell'ex Cavaliere, oltre che l'ovvio tentativo (rispedito al mittente dallo stesso Governatore del Veneto) di dividere la Lega.

Azzurri di lungo corso e con importanti incarichi nel partito sottolineano, a microfono spento, che a questo giro "ha perfettamente ragione Salvini", il quale ufficialmente continua a concentrarsi sul programma e sui contenuti mentre in privato agli amici e ai più stretti collaboratori spiega sconsolato come Silvio sia "davvero messo male se è costretto a usare questi metodi (Zaia, ndr) per cercare di dividere il principale (potenzial) alleato".

Il problema è quello della leadership. Berlusconi non vuole le primarie semplicemente perché non ha nessuno da contrapporre al segretario leghista e - spiegano i big della stessa Forza Italia - pensa di essere quello di 20 anni fa che scendeva in campo e risolveva tutti i problemi. Ma Fi non è più al 30% (e nemmeno al 25) e alla guida del Carroccio (che non è più al 3-4%) non c'è quell'Umberto Bossi con il quale nelle cene del lunedì si trovava sempre la quadra.

L'ex Cav spera che a settembre arrivi la sentenza della Corte di Giustizia Ue in suo favore (Salvini comunque non lo appoggerebbe mai come candidato a Palazzo Chigi, e nemmeno Giorgia Meloni) ma, in ogni caso, servirà comunque un passaggio legislativo per poter consentire a Berlusconi di ricandidarsi. E in Forza Italia spiegano che, "purtroppo", non c'è alcun accordo con il Pd e con Renzi in tal senso.

In sostanza, con un Parlamento dominato dai Democratici (renziani ed ex), senza dimenticare i 5 Stelle (anti-berlusconiani per definizione), appare tutta in salita la strada che possa consentire in tempi rapidi a Berlusconi di tornare candidabile ed eleggibile. In questo senso in Forza Italia cresce il malessere per le ultime mosse del "capo", definite da molti big azzurri "incomprensibili" e "senza una chiara strategia".

Anche perché il timore è quello di irritare Salvini, incrinando oltremodo i rapporti con la Lega e compromettendo le trattative per un'alleanza elettorale ed, eventualmente di governo, senza però avere dall'altro lato alcun tipo di patto pre e/o post voto con il Pd e con Renzi.