Politica

Guerra, da Draghi a Sallusti: tutti difensori a oltranza di Usa e Zelensky

l'opinione di Paolo Diodati

Prima la pandemia ora la guerra in Ucraina, in Italia dilaga il virus della rinocerontite: chi non si allinea al pensiero dominante, è un dissidente

Non vi annoio riassumendo la trama assurda nel linguaggio ma saggissima nel messaggio trasmesso, riguardante il conformismo, perché, per nostra grande sfortuna, dal 2019, grazie a Mattarella, Speranza, Conte I, Conte II, Draghi, Letta, col rinforzo dell'iniziale sacra quadrimurti di autonomitisi esperti, l'abbiamo vissuta direttamente sulla nostra pelle.

E ora eccoci a una ricaduta, proprio mentre la micidiale prima epidemia di rinocerontite da Covid svanisce in un caos di disposizioni assurde non inventate da un fantasioso scrittore per far ridere e riflettere, ma assurde perché figlie di assurde madri (le mascherine ai seggi, prima dichiarate obbligatorie, ora solo fortissimamente raccomandate, mentre anche Mattarella s'è stufato e, di fronte a una platea di mascherati, lui non la mette più). Una ricaduta ben più pericolosa del contagio da Covid.                                                     

Allora Speranza & C dichiaravano d'essere in guerra contro un virus che i veri esperti prevedevano diminuisse di pericolosità col tempo, grazie alle mutazioni. Questa volta l'attacco di rinocerontite ci ha spinti a una guerra vera, contro uomini veri e usando armi un po' più nocive dei vaccini sperimentali. 

Siamo alla ricaduta, grazie ai vecchi soliti nati e restati rinoceronti (Mattarella, Draghi, Letta) cui s'è aggiunta la rinocerontessa Giorgia, che ha abboccato al classico miraggio tiri-tera "Per portare la pace, facciamo la guerra", spinta anche da Crosetto (questa volta Conte, oltre a decidere saggiamente di opporsi alla politica Nato del governo, bene ha fatto ad esternare la "cattiveria" degli interessi di Crosetto nell' inviare armi). E la Giorgia, aspirante "dopo Draghi", come risponde alla "cattiveria"? Col suo modo classico "accetta e sbruffonerie", pieno di modestia: "Sono mediamente intelligente e non rispondo alle cretinate." 

Non è una cretinata affermare che Crosetto possa influire sulle sue decisioni. E non è una cretinata affermare che Crosetto possa vedere nella spedizione di armi un'opportunità di sviluppo nel settore in cui lavora. E, se Giorgia non fosse una decisionista poco riflessiva, risponderebbe immediatamente alla domanda di Padellaro: fino a quando inviare armi?