Politica
Il Friuli vuol tornare alle province. La controriforma del leghista Fedriga

Il governatore del Friuli Massimiliano Fedriga ha promesso di ripristinare le province entro un anno e di renderle di nuovo a elezione diretta
Le province potrebbero tornare. O meglio, potrebbero tornare operative, dopo essere state svuotate di risorse e poteri negli ultimi anni. Lo ha promesso il governatore del Friuli Massimiliano Fedriga, che punta a ripristinarle entro un anno e renderle di nuovo a elezione diretta, come scrive Il Fatto quotidiano. La rivincita degli enti intermedi, secondo le promesse del governatore leghista, partirà così dal Friuli Venezia Giulia: “Avranno maggiori competenze rispetto alle vecchie province – ha spiegato qualche giorno fa – e saranno elettive, perchè i cittadini devono poter mandare a casa gli amministratori che governano male". Sempre a proposito di autonomie locali nella conferenza stampa di fine anno Fedriga ha detto: "Abbiamo cambiato il paradigma rispetto a chi ci ha preceduto, ridando dignità ai Comuni indipendentemente dall'adesione o meno alle Unioni territoriali. Inoltre, sono stati liberati 361 milioni di euro di avanzi di bilancio delle amministrazioni comunali che erano bloccati". Per il futuro Fedriga ha parlato dell'istituzione di "Province speciali, enti di area vasta che abbiano più competenze rispetto alle Province del passato. L'ipotesi è quella di farle andare al voto insieme alla Regione".
Il primo passo è già stato fatto: dal primo gennaio i comuni friulani non hanno più l'obbligo di aderire alla propria Unione territoriale intercomunale (Uti), ovvero l'ente - ce ne sono 18 in tutta la Regione - che raggruppa città vicine e ne gestisce alcune competenze, come scrive ancora Il Fatto. Per attuare le promesse fatte durante la campagna elettorale, il governatore potrà contare sul sostegno di Matteo Salvini, che più volte ha caldeggiato una revisione della legge Delrio e che, prima della formazione del governo, aveva presentato un disegno di legge per ripristinare almeno l'elezione diretta delle province. La questione era finita lì, sepolta da un contratto di governo in cui la parola "province" non compare. Ma adesso, con la spinta dei governatori locali, qualcosa potrebbe cambiare.