Politica

Matteo Renzi ci sgancia il libro: farà la fine di Veltroni

Giuseppe Vatinno

Matteo Renzi e l"'effetto Uolter"

In attesa di capire cosa succederà nel Pd alle prossime primarie non si può notare il declino di Matteo Renzi che ora è come il gatto di Schrödinger, un po’ c’è e un po’ non c’è, qualche volta è candidato altre no.

Misteri della “politica quantistica”.

E se con Marco Minniti e Graziano Delrio, “ministri ingrati”, è finito il sodalizio che li legava ai tempi belli delle scampagnate in aereo blu a Washington insieme a Benigni e consorte, resta sempre la letteratura, l’arte. Infatti l’ex Primo Ministro, dopo essersi dato alla storia con programmi sulla famiglia dei Medici e sulla Firenze del tempo ora cerca di seguire nelle arti Walter Veltroni e anche lui c’ammolla il fatidico libro. Dice Renzi:

«A fine gennaio uscirà un mio nuovo libro, per Marsilio, e girerò tutto il Paese, specie i piccoli borghi di provincia, per parlare e per ascoltare. Come ai vecchi tempi”. In tutto questo si riconosce i ll tentativo di suicidarsi definitivamente con l’”effetto Uolter”, un curioso mix di magia, utopia, speranza e sfiga, conosciuto anche come “effetto Africa”. Vi ricordate quando Uolter minacciava/prometteva ad ogni inciampo di scappare in Africa ad aiutare i bambini locali? Ebbene per Renzi si prospetta qualcosa del genere.

Il libro poi è la ciliegina sulla torta. Se ha tempo di scrivere un libro non ha tempo di fare politica o meglio, se uno scrive libri vuol dire che non c’ha molto da fare lavorativamente.

E visto che Renzi ha detto che “’’ooh mi candido più” vuol dire che la minaccia/promessa è reale e ce lo troveremo come Uolter nelle piazzette dei paesi a vendere la mercanzia, “venghino signore a comprare il mi libro”, magari con Elena Boschi a fianco che gestisce la cassa.

Una triste fine per chi era tacciato di fenomeno storico della politica mondiale ed ora si ritrova a girar per borgo, come in una favola del conterraneo Collodi, come un Macron qualsiasi.