Politica

Meloni atlantista spiana la strada a Salvini: così la Lega si riprende la Dx

Di Giuseppe Vatinno

Sia la Lega che Fratelli d’Italia insistono sullo stesso elettorato ma ora Meloni sta perdendo colpi: dall'Ucraina alla nomina di Arianna, ecco cosa non va

Ursula von der Leyen e Joe Biden l’hanno messa sotto la lente di ingrandimento ma la Meloni aveva una grandissima carta da giocare: quella di garante dell’appoggio dell’Italia pro Ucraina nella guerra con la Russia. Senza di lei restava l’immagine di Salvini sulla Piazza Rossa con la maglia pro Putin e di Berlusconi amico personale del leader russo. La Meloni è stata lesta ad accreditarsi come unica garante della tenuta del centro – destra al patto atlantico e così si è assicurata la benevolenza di Usa e Ue.

Una volta fatto ciò si è subita indirizzata verso Oltretevere incontrando ad inizio anno Papa Francesco dopo che nella sua autobiografia, “Io sono Giorgia”, aveva espresso molti dubbi su di lui, soprattutto nel confronto con Papa Woytila. Con Papa Bergoglio si è trovato subito un accordo, complice il PNRR che serve come il pane alla Caritas, come ricorda alla premier sempre monsignor cardinale Matteo Zuppi.

Quindi in politica estera c’è stato un totale appiattimento su Washington e Bruxelles. Ma questo ha provocato grandi malumori a destra sia fuori che dentro al partito. La base elettorale è pro Putin, anti Ue, anti Usa, anti Bergoglio etc etc e gli rinfaccia apertamente una inversione a 360 gradi” strategica”, come direbbe il capo dell’esecutivo. Messi in soffitta i campi Hobbit, Tolkien, i draghi, il Signore degli anelli, Julius Evola, l’amato Ernst Jünger e il suo “Ribelle” si è appiattita sui valori del comune buon senso.

Poi le accise sulla benzina non sono state tolte, il super bonus è stato attaccato, il reddito di cittadinanza tolto, gli immigrati arrivano a ritmi stellari rispetto al passato, la guerra in Ucraina e Zelensky ha stufato gli italiani, vedi il sondaggio di ieri (recupera qui l'articolo).