Politica

Oddati, il Pd avrà perso nel palazzo ma ha riconquistato la visione del paese

Per il coordinatore delle agorà democratiche, il voto di ieri al senato viene letto come una prova generale in vista del quirinale


Come si agisce ora?

“Sicuramente rassicurando le tante persone che in questa legge speravano e credevano. La battaglia non è finita ieri e non terminerà domani. Anzi, si riparte proprio da loro. Dai giovani, dalle associazioni, dalle piazze che rappresentano la maggioranza di questo Paese. Occorre rilanciare il DDL Zan con una grande mobilitazione che scavalchi il ‘monopoly’ di palazzo che l’ha bloccata”.

Con Renzi è rottura definitiva?

“Su questo la mia opinione è netta. La rottura c’è, è evidente. Mi pare che Renzi e i suoi stiano sempre più inesorabilmente scivolando verso una posizione da predellino dei sovranisti. Loro che cianciano contro il populismo, alleati della Meloni. Questa vicenda va a rafforzare la mia e la nostra opinione. Bisogna lavorare per rafforzare il campo progressista e rendere sempre più coesa e stabile l’alleanza tra il Partito Democratico, il Movimento 5 stelle, le esperienze della sinistra, i verdi e socialisti”.

Il progetto ‘Ulivo’ che immagina Letta quindi è ancora in piedi?

“Guardi, più che richiamare il passato abbiamo l’esigenza di guardare oltre. Le dicevo che il voto di ieri al Senato va guardato sotto diversi punti di vista. Uno di questi è l’apertura al fronte liberaldemocratico che va mantenuta e che allo stesso tempo deve muoversi nel solco della chiarezza e non dell’ambiguità. Quello che stiamo costruendo è una forza di centrosinistra, una forza progressista che sta riconquistando sintonia e visione. Un PD che sta con e dalla parte delle persone.

Potremmo anche aver perso questa battaglia nel Palazzo ma pochi giorni fa abbiamo avuto la prova di aver riconquistato una sintonia con le persone e con i bisogni degli italiani. Sappiamo cosa chiede il Paese, quali sono le questioni aperte e la strada da percorrere. Questo anche grazie all’apertura che il PD sta mettendo in campo e alle Agorà Democratiche, che ci stanno dando una grossa mano a costruire una comunità forte, plurale, aperta, identitaria, che mette al centro la partecipazione e la costruzione di un’intelligenza collettiva”.