Palazzi & potere

Consip, nuova accusa a Woodcock per mancata iscrizione su registro indagati

Azione disciplinare per mancata iscrizione sul registro degli indagati del renziano Vannoni

Proprio al Csm è stato comunicato, alla vigilia delle ferie estive, che al pubblico ministero napoletano (e alla sua collega Celeste Carrano) è stato contestato un nuovo capo d' incolpazione: «Grave violazione di legge determinata da ignoranza o negligenza inescusabile». Il fatto risale al 21 dicembre scorso, e riguarda l' interrogatorio dell' ex consigliere economico di Palazzo Chigi Filippo Vannoni, ascoltato come testimone dai due pm - quindi senza avvocato - quando invece c' erano gli elementi per metterlo sotto inchiesta e sentirlo con l' assistenza del difensore, scrive il corriere della sera.


«In violazione dei doveri di imparzialità e delle norme del codice di procedura penale», accusa la Procura generale, Woodcock ha omesso di iscrivere il nome di Vannoni sul registro degli indagati, nonostante l' ex amministratore delegato di Consip Luigi Marroni l' avesse indicato come uno di coloro che l' avevano avvertito dell' indagine in corso. Marroni aveva fatto anche altri nomi: il ministro Luca Lotti, il comandante generale dei carabinieri Tullio Del Sette, il comandante dell' Arma in Toscana Emanuele Saltalamacchia; tutti regolarmente indagati per rivelazione di segreto e favoreggiamento. Vannoni invece no, e questo ha permesso l' interrogatorio «senza le garanzie di legge» da cui è venuta fuori la conferma delle accuse contro Lotti (negate dal ministro e successivamente modificate dallo stesso Vannoni davanti ai pm di Roma).