Politica
Patto di Stabilità, Mes, Parigi-Berlino... Ecco il piano europeo di Meloni
Intervista a tutto campo a Carlo Fidanza, Capodelegazione di Fratelli d’Italia al Parlamento europeo
Chi non è assente dall’Africa è la Russia di Putin, che proprio oggi, mentre a Bruxelles si celebra la Festa dell’Europa, mostra i muscoli durante la commemorazione della vittoria sovietica nella seconda guerra mondiale. C’era proprio bisogno di una nuova iniziativa europea per l’acquisto congiunto di munizioni, addirittura prevedendo di usare i fondi del PNRR?
"In Africa, e in particolare nella Libia di Haftar e nella fascia subsahariana, c’è una presenza forte del gruppo Wagner e non bisogna sottovalutare l’utilizzo dei flussi immigratori irregolari come arma di pressione geopolitica. In fondo è già avvenuto poco prima dello scoppio della guerra russo-ucraina al confine polacco su iniziativa del leader bielorusso Lukashenko. La scelta di continuare a sostenere l’Ucraina a questo punto non si può rimettere in discussione, vorrebbe dire accettare il principio secondo cui si possono amputare degli Stati sovrani di porzioni del loro territorio e che ogni contenzioso si possa risolvere con l’aggressione militare. Quanto al PNRR, il governo Meloni è impegnato nel definire una volta per tutte quali interventi sono realizzabili secondo le scadenze previste e quali no, quali progetti alternativi, utili e attuabili, potranno essere messi in campo e con quale copertura. Ad oggi mi pare difficile immaginare che tra questi ci sarà l’acquisto di munizioni per l’Ucraina. Ma questo sarà oggetto di prossime interlocuzioni tra i leader europei".
La capogruppo socialista a Strasburgo ha detto che vede difficile una nuova coalizione con un Ppe che ha scelto Meloni anziché gli europeisti… questo matrimonio popolari-conservatori si farà?
"È presto per dirlo, non dimentichiamo che sui giornali possiamo scrivere quello che vogliamo ma poi i cittadini votano. Certamente noi pensiamo che replicare in Europa un’alleanza simile al centrodestra italiano sia indispensabile per salvare il progetto europeo, soprattutto su alcuni temi chiave: regolamentare l’immigrazione, attuare una transizione verde che non distrugga il nostro tessuto produttivo, sostenere la famiglia e difenderla da ogni deriva relativista. Oggi Giorgia Meloni viene vista da molti come un modello su questi temi e, forti di questo messaggio, lavoreremo da qui al giugno 2024 per allargare il campo. Perché siamo convinti che alle prossime Europee ci potrà essere davvero una grande svolta. Quel giorno sarà la nuova festa dell’Europa".