Politica
Vannacci in politica? Alemanno lo tenta. La sua ascesa un pericolo per FdI

Vannacci, in sintesi, dice quello che Giorgia Meloni non può più dire, ma con cui ha vinto le elezioni un anno fa
Di questi fatti si è discusso alla festa di Affaritaliani a Ceglie Messapica. "C’è da confrontarsi sulle idee, non è che io condivida tutto quello che scrive Vannacci" – dice l’ex sindaco di Roma. All’incontro era atteso lo stesso generale ma poi ha disdetto dopo aver detto che preferiva non partecipare ad una manifestazione dai connotati politici. Non si sa se il generale sia stato consigliato oppure no ma sarebbe stato interessante per lui un confronto in diretta con Salvini ed Alemanno. Come noto il libro – che ormai è diventato una sorta di manifesto programmatico della “destra–destra” – è molto critico su gay, femminismo, cambiamenti climatici, immigrati.
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Insomma dice quello che Giorgia Meloni non può più dire, ma con cui ha vinto le elezioni un anno fa. Da qui il pericolo per FdI. Ma torniamo ad Alemanno che su Vannacci ha così continuato: "Non sono il portavoce di Vannacci, ma credo che questo sia un momento delicatissimo per lui: la commissione di disciplina militare sta valutando il suo comportamento. Da questo punto di vista è comprensibile che si sottragga ai dibattiti pubblici".
Tuttavia il generale sul suo futuro è stato (volutamente?) ambiguo dicendo di voler continuare a fare il militare, senza occuparsi di politica. Ma poi si è contraddetto dicendo che “valuterà”. Nel frattempo, l’ex ministro dell’Agricoltura ha raccolto delle firme per una petizione pro generale che però poi ha detto che si trattava di una iniziativa personale, non concordata. Alemanno ha anche attaccato apertamente il ministro della Difesa Guido Crosetto: "Crosetto ha sbagliato perché ha giudicato Vannacci prima ancora di leggere il libro, prima ancora che la commissione militare prendesse una decisione".
È chiaro che Vannacci non ha molte scelte davanti a lui perché deve almeno difendersi e quindi lo “scendere in politica” potrebbe rappresentare per lui una chance non indifferente. Ma al di là di questo, c’è il supporto di milioni di italiani che hanno portato il suo libro al primo posto delle vendite ed è un dato da non sottovalutare, soprattutto per l’esecutivo. Ad un anno dal voto la Meloni deve gestire l’inevitabile scontentezza dello zoccolo duro dei suoi elettori che non capiscono l’atlantismo e il moderatismo a cui è stata costretta per governare.