Politica

Voto in Umbria, a Narni l'autogol in Zona Cesarini del governo giallo-rosso

Alberto Maggi

Elezioni regionali Umbria, per la maggioranza metterci sopra il cappello è rischiosissimo

Un autogol all'ultimo minuto. Non ci sono altre parole per definire la manifestazione congiunta della maggioranza (ma senza Renzi e i renziani) con il presidente del Consiglio a Narni in vista delle elezioni regionali di questa domenica. Giuseppe Conte era stato il primo, poi seguito da Nicola Zingaretti e da Luigi Di Maio, a depotenziare il voto umbro affermando giorni fa che non è un test nazionale e che non avrà ripercussioni sul governo. E invece l'ultimo giorno della campagna elettorale presentarsi uniti a spiegare la Legge di Bilancio significa politicizzare le Regionali di domenica facendole diventare di fatto un importante banco di prova per le politiche dell'esecutivo, manovra economica in testa. Non a caso Giorgia Meloni, scaltra e politicamente furba, pochi minuti dopo la fine dell'evento della maggioranza ha dichiarato: "Sono molto contenta che questa mattina in Umbria sia arrivato mezzo governo italiano per mettere la faccia sulla sconfitta che subiranno domenica. Perché lunedì sarà ancora più chiaro che i cittadini italiani non vogliono essere governati da queste persone e vogliono potersi scegliere liberamente un governo, come accade in tutto il mondo".

I sondaggi ovviamente sono vietati e tutto può accadere nel segreto dell'urna, ma l'aria che tira dalle parti del patto civico Pd-M5S non è delle migliori mentre in casa Lega, Fratelli d'Italia e Forza Italia l'ottimismo regna sovrano. Viste le premesse, e alla vigilia del dibattito parlamentare sulla Legge di Bilancio (con liti e contrasti interni dietro l'angolo) forse sarebbe stato più saggio e più prudente continuare a ignorare le elezioni umbre, relegandole a episodio locale. Metterci sopra il cappello è rischiosissimo. Se dovesse vincere Vincenzo Bianconi, candidato dem e pentastellato, sarebbe un trionfo, ma se dovesse prevalere la leghista Donatella Tesei, magari con un margine ampio come ha previsto Matteo Salvini, l'autogol assumerebbe i contorni di una sconfitta in Zona Cesarini alla finale di Champions League.