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Belasteguín, Messi del padel che ha già vinto il Mondiale arriva a Milano

Fernando Belasteguín sbarca a Milano: il Messi del Padel che ha conquistato il Mondiale a Dubai
Belasteguín, ecco il Messi del pader all'’Allianz Cloud di Milano
Belasteguín, il fenomeno del padel col mito di Messi arriva a Milano. Lo abbiamo lasciato dall’altra parte del mondo, con un sombrero in testa, a festeggiare la vittoria del Major Premier Padel di Monterrey, in Messico. Lo ritroviamo in queste ore a Milano, pronto con la solita classe a deliziare il pubblico dell’Allianz Cloud con i suoi colpi che a 43 anni non invecchiano.
Anzi, Fernando Belasteguín è come Benjamin Button: più passa il tempo, più ringiovanisce. Belasteguín per il padel è Maradona o Messi per il calcio; Michael Jordan o Kobe Bryant per il basket; Federer, Nadal o Djokovic per il tennis. Sedici anni, sedici, in cima alla classifica mondiale (dal 2002 al 2017) non ci si resta per caso: l’argentino ha scritto i libri di storia di questo sport e non vuole smettere di farlo. Perché, come c’è scritto sul laccio della sua pala “Un Belasteguín nunca se rinde”: un Belasteguín non si arrende mai.
“Bela” atmosfera: Milano accoglie Belasteguín, il Messi del padel che ha già vinto il Mondiale
Oggi, “Bela” gioca in coppia con un talento che sta sbocciando in questi mesi, quello dello spagnolo Arturo Coello, che di anni ne ha 20 e potrebbe essere suo figlio. Esempio per i più giovani, ispirazione per chi è già campione, icona per i milioni di persone che a tutte le latitudini si sono avvicinate al padel.
Sono giorni di grandi emozioni per il popolo argentino, che sogna il titolo mondiale nel calcio: già in Messico, la scorsa settimana, i campioni del padel si sono radunati nella hall dell’albergo che li ospitava per sostenere l’Albiceleste, ed è probabile che venerdì succeda lo stesso in occasione del quarto di finale contro l’Olanda. Un Mondiale, l’Argentina lo ha già vinto, e Belasteguín non più tardi di un mese fa a Dubai ha guidato la sua nazionale alla vittoria del titolo. Ma i trofei, intesi come le coppe e le medaglie, Belasteguín non li conserva, li regala: le vittorie gli restano impresse nella mente. “Ci vediamo a Milano”, ha detto prima di salire sulla scaletta dell'aereo per l'Europa. Anche perché qui, ad attenderlo, c’è una Bela atmosfera.