Sport

Milan, Costacurta: "Io allenare l'Inter? Perché no". E su Galliani...

“Io allenare l’Inter? Be’, si può sempre cambiare idea. Perché no!”. Alessandro Costacurta non esclude nulla nella vita. Neppure di diventare la guida dei cugini, lui che è stato per quasi 30 anni al servizio del Milan. In un'intervista a Corriere Tv, Billy parla a 360°. Su Paolo Maldini: "Era più giovane di me, aveva 18 anni. Io ero capitano della Primavera. Quando arrivò Paolo subito si disse ‘Ecco, è arrivato il figlio di Cesare'. Ma al secondo allenamento, lo fece mettere vicino a me e da lì non si è più spostato. Lui non voleva avere a che fare con un certo gruppo di tifosi, che secondo noi avrebbero fatto il male del Milan. E gliela fecero pagare al suo addio. Ci rimase male, però credo sia anche suo motivo di orgoglio. Non consideravamo tifosi quel tipo di tifosi, quindi magari soffrì in quel momento ma ora per lui è una medaglia".

Da Galliani a Balotelli... "Al Milan manca il confronto. C'è Galliani che decide solo lui senza confronti sotto l'aspetto tecnico. Invece serve confrontarsi per capire cosa serve. Sinisa è stato bravo a tenere unito il gruppo. Molte volte nei momenti di difficoltà l'allenatore serve proprio a questo. Balotelli? Non sarebbe neanche entrato in spogliatoio. Gattuso è arrivato da noi e non era da Milan. Poi è stato intelligente, ha capito e si è adeguato. Non so se Balotelli avrebbe fatto lo stesso…".

"Pensavo di fare l'allenatore, ma visto che non ero bravo e ho deciso di buttarmi in tv. L'addio al calcio in Milan-Udinese? Ricordo che che mi dissero che avrei piano molto. Invece lo trovai come una liberazione, ero molto felice di quello che avevo fatto. Probabilmente non ce la facevo più. Non soffrii, fu l'addio perfetto", conclude Costacurta.