Culture

Nel Pd (quasi) tutti passano con Renzi. E anche scrittori ed editori ora stanno con lui? Interviste

di Antonio Prudenzano
su Twitter: @PrudenzanoAnton

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Sono lontani i tempi della rottamazione. E lo sono ancor più quelli del Renzi presunto portatore di idee "fascistoidi". A parte l'ostinato Bersani e pochi altri (sempre meno, a dirla tutta), nel Partito Democratico in vista del Congresso in tanti stanno cambiando idea sul sindaco di Firenze, acclamato dai militanti nelle Feste di fine estate in giro per l'Italia. Così non passa giorno senza che un esponente di spicco della "vecchia" e della "nuova" guardia del partito si dica favorevole all'ascesa di Matteo Renzi alla guida del Pd, dopo averlo criticato, spesso aspramente, nei mesi scorsi. Ma se gli esponenti democratici diventano "renziani" (e lo definiscono "una risorsa"), come si comportanto gli intellettuali "di area"? In vista delle Primarie del 25 novembre scorso, Affaritaliani.it aveva intervistato 25 scrittori e addetti ai lavori del mondo dell'editoria libraria italiana, chiedendo loro un parere sulla sfida tra Bersani, Laura Puppato, Renzi, Bruno Tabacci e Nichi Vendola. Già allora non erano mancati gli apprezzamenti per il sindaco di Firenze, compresi quelli di Gianluigi Ricuperati, Paola Mastrocola e dell'editore Elido Fazi. In tanti, però, avevano attaccato Renzi. Nel frattempo il Pd di Bersani non ha vinto le elezioni. Al Governo c'è sì uno dei leader democratici, Enrico Letta, ma la "grande coalizione" (con Scelta Civica e Pdl) e l'eterno caso-Berlusconi non fanno certo dormire sonni tranquilli ai leader del centro-sinistra e ai militanti. Ci sembra quindi arrivato il momento di capire se anche gli intellettuali italiani vicini al centro-sinistra (e ci riferiamo ai tanti che non ne hanno certo tessuto le lodi) stanno cambiando idea su Renzi. Qui di seguito, alcuni pareri che abbiamo raccolto.

LorenzoFazioChiarelettere

LORENZO FAZIO - Lorenzo Fazio, l'editore di Chiarelettere (la casa editrice che pubblica, tra gli altri, Travaglio e Grillo & Casaleggio), su Renzi ha sì cambiato idea, ma in peggio. E, al telefono con Affaritaliani.it, non le manda a dire: "Alle Primarie di un anno fa avevo votato al primo turno per  la Puppato e al secondo proprio per Renzi, perché allora mi sembrava necessario mandare a casa Bersani e il gruppo dirigente responsabile del declino del partito. Renzi non mi entusiasmava, ma in quel momento rappresentava un'opportunità. Ora il contesto è cambiato: il sindaco di Firenze mi appare un film già visto, un ripescaggio fuori tempo massimo, ad opera di chi lo aveva ostacolato. E anche l'appoggio della stampa di sinistra, e mi riferisco soprattutto a Repubblica, è un altro segnale: prevedo una sconfitta di Renzi. Del resto basta guardare ai precedenti: quando l'establishement di sinistra appoggia un candidato a livello mediatico, purtroppo poi si arriva alla sconfitta. Renzi è già bruciato, è il candidato di un partito che non esiste più. Che non rappresenta più nessuno". Una posizione netta, dunque, quella dell'editore. Che però, assicura, non ha in programma la pubblicazione di un pamphlet dedicato al sindaco di Firenze.

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MASSIMO COPPOLA - Editore del marchio indipendente milanese Isbn, Massimo Coppola è anche regista, e in passato ha ideato e condotto programmi tv (tra cui "Brand:New" e Avere Ventanni"). Su Renzi Coppola non ha mai cambiato idea: è stato e resta un suo  convinto sostenitore. "Premesso che il candidato ideale non esiste, è senz'altro lui l'uomo politico su cui il Pd deve puntare. Lo ripeto già da prima delle Primarie, e all'inizio in tanti mi attaccavano per questo. Ma ormai da mesi parenti e amici che non la pensavano come me, ammettono di essersi sbagliati". Per il co-fondatore di Isbn edizioni "Renzi rappresenta una scelta necessaria". Si tratta di una figura politica "in grado di sparigliare le carte". Se avesse prevalso alle Primarie, del resto, "Berlusconi non si sarebbe nemmeno candidato". Di certo, l'autore del documentario Bianciardi! non è sorpreso dal fatto che tanti politici e intellettuali stiano passando dalla parte del sindaco di Firenze: "In Italia funziona così... Ma se fossi in Renzi un po' mi preoccuperei dei tanti che solo adesso provano a salire sul carro". Non è tenero il giudizio sul Partito Democratico da parte del regista del film-d'esordio Hai paura del buio: "Negli ultimi 25 anni, in nome della realpolitik, la sinistra ci ha fatto digerire di tutto. Persino un candidato premier come Rutelli...".

GianluigiRicuperati

GIANLUIGI RICUPERATI - Lo scrittore torinese Gianluigi Ricuperati (che ha da poco firmato un nuovo contratto con Feltrinelli, lasciando Mondadori) nei mesi scorsi era stato tra i pochi a sostenere apertamente Matteo Renzi. E, come ci spiega ora, non ha cambiato idea: "Il mio appoggio a Renzi è stato molto criticato da amici e colleghi. Del resto, gran parte del mondo intellettuale lo vede come il Diavolo. Io resto convinto che sia la persona giusta. Allo stesso tempo, però, non sopporto il 'jovanottismo'. Mi ha stupito che l'altra sera tante persone che stimo abbiano seguito in prima serata su Rai1 il film sul concerto del cantante, commentandolo in diretta su Facebook e Twitter. La considero una vera e propria svolta: anche gli intellettuali restano a casa davanti alla tv, ormai...". Poi Ricuperati torna a Renzi: "Non mi interessa il Renzi "jovanottista', ma quello che Renzi può dare al centro-sinistra europeo. Quanto al Pd, fa bene a sostenerlo". Secondo Ricuperati, per il sindaco di Firenze, "che ha tanti limiti, ora arriva anche il difficile. Finora ha dimostrato una coerenza rara tra i politici". In ogni caso, per lo scrittore, "Renzi non basta al Pd, che deve rigenerarsi. Deve essere un luogo in cui si discute non di leadership, ma di problemi veri. Deve dare spazio a figure come Civati e Stefano Boeri. E deve liberarsi di leader spenti come Fassino, ad esempio, che nella mia Torino ho votato, ma che mi sta deludendo".

ChristianRaimo

CHRISTIAN RAIMO - Christian Raimo, scrittore, editor per minimum fax, insegnante, già tra i punti di riferimento di Generazione TQ (gruppo ormai giunto al declino), a giugno su Linkiesta ha "stroncato" l'ultimo saggio firmato dal sindaco di Firenze (Oltre la rottamazione, Mondadori). La sua posizione nei confronti di Renzi è totalmente critica: "E' un personaggio di basso profilo politico. Ma da un certo punto di vista, può essere funzionale, in questa fase, a tenere insieme un partito in crisi come il Pd, incapace di esprimere nuove figure. Dal punto di vista della comunicazione, invece, Renzi è un mediocre, simbolo del declino italiano anche in questo ambito". Raimo, intellettuale vicino a Sel, aspetta di capire come si muoverà il partito di Vendola: accetterà o meno un'eventuale alleanza con il Pd di Renzi? "Io la eviterei, non vedo alcun punto di incontro. Ma Vendola ha dimostrato di essere un discreto stratega. E allearsi, dal suo punto di vista, potrebbe avere senso".

Antonio Pascale

ANTONIO PASCALE - Dopo sei anni, Antonio Pascale si appresta a tornare alla narrativa, con Le attenuanti sentimentali, un romanzo ("che fa anche ridere") in uscita nei prossimi giorni per Einaudi. La sua editor Paola Gallo, in una recente intervista ad Affaritaliani.it, l'ha descrtto così: "Si tratta di  un libro particolarissimo, acuto e divertente, puntuale e divagante, con un protagonista assolutamente irresistibile, capace davvero di raccontare la contemporaneità". In attesa di leggerlo, abbiamo chiesto a Pascale, intellettuale napoletano classe '66,  autore di saggi come "Qui dobbiamo fare qualcosa, sì ma cosa" (Laterza, 2009), di spiegarci cosa pensa di Matteo Renzi: "So bene che molti colleghi scrittori guardano negativamente all'ascesa del sindaco di Firenze, e che lo considerano troppo democristiano. Ma io la penso diversamente. Non sono conservatore come gran parte degli intellettuali. E soprattutto, voglio che il Pd vinca e si assuma la responsabilità di governare. La mia posizione nei confronti di Renzi non è cambiata: è molto comunicativo, sa parlare ai ragazzi, e anche a livello politico lo apprezzo. Il fatto che dopo la batosta elettorale molti nel Pd abbiano cambiato idea su Renzi, e che ora lo appoggino, la dice lunga sull'incapacità del partito e dei suoi sostenitori di prevedere gli andamenti elettorali. Improvvisamente Renzi è diventato una risorsa, assurdo... Mi auguro riesca a cambiare nel profondo i Democratici, e a farli vincere alle prossime elezioni".

Luciana Castellina Nottetempo

LUCIANA  CASTELLINA - Luciana Castellina, classe '29, esponente del Pci fino al '69, poi al Manifesto, conosce molto bene la sinistra italiana e i suoi intellettuali. La scrittrice (il suo ultimo libro, Siberiana, è uscito per Nottetempo), intervistata da Affaritaliani.it, conferma di aver ben poco a che fare con una figura politica come quella di Matteo Renzi: "E' diventato popolare perché è un comunicatore, ma io non credo alla politica dei comunicatori. E non per questo mi sento all'antica. Anzi credo di essere moderna: sono i cosiddetti 'comunicatori' a esser rimasti nel passato". Quanto al Pd, "sbaglia a puntare sul sindaco di Firenze. Un vero partito deve rispondere a una domanda di senso e deve costruire senso, non deve cercare consenso".

michele dalai

MICHELE DALAI - "Da sempre mi sento vicino alle idee di Civati", ci racconta Michele Dalai, scrittore ed editore (ha co-fondato il marchio torinese Add - con Andrea Agnelli e Boosta dei Subsonica), e di recente è diventato anche Ad della nuova società Baldini&Castoldi srl (ha “affittato” il catalogo della Dalai - la casa editrice di suo padre Alessandro - e l’attività editoriale, e ora sta lavorando al rilancio del progetto). Quanto a Renzi, Dalai, già direttore di Linus tra il 2003 e il 2008, ci spiega: "Mi sono 'convertito' alle ultime Primarie. Del resto, il Pd, così com'è, non ha senso di esistere.  Sono favorevole a una scelta di rottura, in questo momento rappresentata dal sindaco di Firenze. C'è assoluto bisogno di una svolta rapida". Quanto ai suoi colleghi scrittori ed editori, per Dalai, "non essendoci motivazioni legate alla convenienza politica, quasi tutti restano sulle proprie posizioni, e non si tende a salire sul carro del vincitore come invece sta accadendo nel partito".

PaoloRepettiEinaudiStileLib

PAOLO REPETTI - Con Severino Cesari, Paolo Repetti è il responsabile della collana Stile Libero di Einaudi. L'editore non ha dubbi: "Il futuro sarà di Renzi". E quindi "sbaglia chi pensa che il suo momento sia già passato. Non credo che in politica si 'invecchi'  in pochi mesi,  a meno che, vecchi non lo si fosse già prima. E non mi pare il caso del sindaco di Firenze che era, è, e sarà la risorsa, la carta vincente per il Pd". Fatta questa premessa, Repetti argomenta: "Renzi ha cambiato strategia. In occasione delle Primarie aveva ricoperto il ruolo del giovane rottamatore, puntando però su posizioni moderate. Tale atteggiamento gli aveva permesso di conquistare consensi anche tra gli elettori di centro-destra. Dopo le elezioni, e soprattutto dopo la nascita del governo delle larghe intese, si è spostato decisamente a sinistra. Potendoselo permettere, non essendo tra i membri del governo Letta, ha espresso - e continua a farlo - posizioni meno moderate. Insomma, Renzi è diventato più radicale". Repetti vede dunque emergere "il suo lato politicamente più furbo".

DiegoDeSilva

DIEGO DE SILVA - Tra le tante (foto)notizie estive, ha fatto il giro dei social network quella che mostrava Matteo Renzi all'uscita di una libreria, con in mano una pila di otto libri. Usare una busta sarebbe stato senz'altro più comodo... ma vuoi mettere la possibilità di mostrare i titoli appena acquistati? Tra questi,  Danni collaterali del sociologo Zygmunt Baumann, Una certa idea di mondo di Baricco, e Sono contrario alle emozioni di Diego De Silva. Proprio allo scrittore campano, che di recente per Einaudi ha pubblicato Mancarsi, chiediamo un commento su Matteo Renzi: "L'ho votato alle Primarie, e continuo a sostenerlo. Rappresenta un'opportunità, una delle ultime che resta al centro-sinistra". Per De Silva, "in un contesto avvilente, c'è bisogno di una rottura generazionale, e Renzi in questo senso può dare una scossa". Cogliamo l'occasione per chiedere allo scrittore e sceneggiatore se ha conosciuto personalmente Renzi: "Nei mesi scorsi ci siamo stretti la mano in occasione di un convegno Rai a Firenze. Mi disse che aveva letto due miei romanzi. Poi anch'io nelle scorse settimane ho visto con piacere che in libreria aveva comprato Sono contrario alle emozioni".