Economia
Guerra Ucraina, decreto sblocca estrazioni. Draghi torna al carbone, polemiche

L'Italia segue gli Usa più della Germania sul gas russo e prepara le alternative per estrarne di più in casa, ma anche per tornare al carbone
Guerra Ucraina, il governo Draghi sblocca le estrazioni e trivellazioni di gas
L'Italia allaccia le cinture e si prepara all'impatto del post Ucraina in riferimento al gas. Sì, perché Mario Draghi rispetto alla Germania sembra molto più convinto ad ascoltare gli Stati Uniti e a bloccare le importazioni di gas dalla Russia. E allora si preparano le alternative. Che cosa farà allora il governo Draghi? La risposta la dà Repubblica: "Aumentare la produzione di energia delle centrali a carbone, sbloccare l’estrazione di più gas, dare una spinta fortissima ai nuovi parchi eolici, solari e geotermici. È il pacchetto di norme che il governo sta preparando in queste ore, da inserire nel decreto che sarà approvato la prossima settimana".
Per quanto riguarda il gas, gli ostacoli da superare sono diversi: i primi normativi, i secondi le proteste di chi si oppone alle trivellazioni, come già accaduto negli anni scorsi nell'Adriatico. "Il governo sta studiando come aumentare le estrazioni nei giacimenti attivi e superare i vincoli stabiliti dal Pitesai, il Piano della transizione energetica sostenibile che individua le aree in cui si può svolgere la prospezione di idrocarburi sul territorio nazionale. Sul tavolo ci sarebbe anche l’opzione di riattivare i pozzi ora chiusi, ma per il momento l’esecutivo potrebbe limitarsi a intervenire solo su quelli già operativi. Ancora più difficile sarebbe la terza opzione, anch’essa al vaglio: nuove trivellazioni nell’alto Adriatico".
Il ritorno al carbone fa discutere
Fa ancora più discutere il ritorno al carbone. "Dalle sei centrali a carbone ancora attive in Italia arriva oggi il 6% dell’energia consumata nel Paese. Ma il potenziale è più alto" dice Repubblica. Il problema, però, è che si tratterebbe di un ufficiale addio alla transizione energetica. E infatti la Stampa spiega che si prevede un forte impatto "sull’opinione pubblica, sugli ambientalisti e tra i partiti in Parlamento - M5S, Leu e parti del Pd - pronti a scatenarsi in caso si mettesse un freno al processo di transizione ecologica". Ma l'emergenza è alta e il governo deve trovare qualche soluzione.
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