Economia
“Il lockdown va fatto alle tasse: 80 mld subito per salvare le imprese”
Per la Cgia di Mestre i sostegni erogati servono solo per pagare imposte e contributi. Vanno bloccati i costi fissi per salvare le imprese in difficoltà
50 MILIARDI PER RIMBORSI E LA COPERTURA DEI COSTI FISSI
Il premier Draghi l'ha dichiarato nelle settimane scorse: "Questo e' un anno in cui non si chiedono soldi, ma si danno". Un'affermazione condivisibile che l'Ufficio studi della Cgia invita ad attuare in tempi ragionevolmente brevi. Oltre all'azzeramento delle tasse, auspica che l'esecutivo metta sul tavolo almeno altri 50 miliardi di euro entro luglio che consentano di rimborsare in misura maggiore le perdite subite dalle aziende e permettano di compensare anche una buona parte dei costi fissi sostenuti.
Modalita', quest'ultima, che la Francia e la Germania hanno applicato da alcuni mesi, avendo recepito le nuove disposizioni introdotte dall'Ue in materia di aiuti di stato alle imprese. Costi, quelli fissi (come gli affitti, le assicurazioni, le utenze, etc.) che, nonostante l'obbligo di chiusura e il conseguente azzeramento dei ricavi, le attivita' economiche continuano purtroppo a sostenere.
ALTRI 80 MILIARDI CHE SI SOMMANO AI 65 GIA' STANZIATI
In questo anno di Covid i governi Conte e Draghi hanno messo a disposizione delle imprese italiane 64,7 miliardi di euro di aiuti diretti. Soldi che in buona parte devono essere ancora erogati. L'Ufficio studi della Cgia stima che fino a ora gli imprenditori italiani hanno beneficiato di 27 miliardi di euro, mentre le risorse ascrivibili alla legge di Bilancio 2021 e quelle riconducibili al "decreto Sostegni" espleteranno i propri effetti principalmente nel corso di quest'anno. Gli 80 miliardi aggiuntivi proposti in questa nota porterebbero l'ammontare dei sostegni diretti alle imprese a una cifra che sfiorerebbe i 145 miliardi di euro. Un importo che inciderebbe meno dell'8 per cento sulla spesa pubblica sostenuta dall'Italia nel biennio 2020-2021.