Economia
Pensioni, si lavora a un decreto. Niente rimborsi sopra i 4.000 euro
Di Alberto Maggi (@AlbertoMaggi74)
Le parole del sottosegretario Enrico Zanetti sulle pensioni ("Impensabile e immorale rimborsare tutti") non sono soltanto un'uscita estemporanea del leader di Scelta Civica, ma nascondono e anticipano quello a cui il governo sta lavorando. Il buco per lo Stato dopo la sentenza della Corte Costituzionale supera i 16 miliardi di euro, come ha scritto per primo Affaritaliani.it. Una vera e propria "bomba termo-nucleare", spiegano fonti del Pd.
Che fare dunque? La Consulta - raccontano fonti vicine a Palazzo Chigi e a Via XX Settembre - non ha detto che i pensionati vanno rimborsati ma ha dichiarato incostituzionale una parte della contestata Legge Fornero. L'esecutivo, quindi, starebbe studiando un provvedimento riparatore che limiti l'ampiezza della platea alla quale ridare i soldi del mancato adeguamento all'inflazione deciso dal governo Monti. In sostanza, si tratterebbe di un decreto che vissa un tetto (l'ipotesi più probabile sono i 4.000 euro lordi al mese) sopra il quale lo Stato non restituirà nulla. Per gli altri verrà previsto il rimborso a rate, almeno tre o quattro di cui soltanto la prima quest'anno.
Per ora si tratta di ipotesi alle quali stanno lavorando i tecnici del ministero dell'Economia. L'obiettivo è quello di non sforare i parametri Ue e di scongiurare le clausole di salvaguardia, ovvero l'incremento dell'Iva dal primo gennaio 2016. Per fare questo occorre che il buco per i conti pubblici non sia superiore ai 5 miliardi di euro.