Politica

Dazi Usa, Meloni e Giorgetti bloccano il taglio delle tasse per il ceto medio e la nuova rottamazione

La linea imposta da Palazzo Chigi e Mef a Forza Italia e Lega

Di Alberto Maggi

Una decisione che certo non gioverà alla maggioranza e al Centrodestra in chiave elettorale (Amministrative e poi Regionali) ma che Chigi e Via XX Settembre giudicano inevitabile


La linea non è stata suggerita ma è stata letteralmente imposta dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, in piena sintonia con il ministro dell'economia Giancarlo Giorgetti, nella riunione di emergenza che si è tenuta ieri a Palazzo Chigi dopo l'annuncio dei dazi Usa da parte del presidente Donald Trump che colpiscono l'Unione europea e quindi anche l'Italia. La premier ha cancellato tutti gli impegni e ha voluto un summit non solo con i ministri competenti sul commercio internazionale, come Adolfo Urso, ma anche con i due vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini, proprio per dare un segnale chiaro ai leader della maggioranza di governo.

L'effetto dei dazi americani, soprattutto in caso contro-dazi europei che Ursula von der Leyen ed Emmanuel Macron vogliono far scattare dal 15 aprile, rischiano di costare mezzo punto di Pil nel 2025, ovvero decine di miliardi di euro. E quindi tutte le misure economiche di cui si è parlato fino a pochi giorni fa finiscono inevitabilmente in una sorta di limbo, in "stand by" come spiegano ad Affaritaliani.it fonti dell'esecutivo ai massimi livelli.

Si tratta in particolare del taglio delle tasse per il ceto medio, ovvero la riduzione dal 35 al 33% dell'aliquota Irpef fino a 60mila euro lordi annui tanto cara a Forza Italia, e della rottamazione delle cartelle esattoriali a 120 rate in dieci anni, cavallo di battaglia della Lega per mesi. Due provvedimenti che, vista la guerra commerciale scatenata dalla Casa Bianca, finiscono al momento nel cassetto in attesa di capire i contraccolpi sull'economia e sulla.crescita dei dazi Usa e delle probabili contro-misure di Bruxelles.

Le risorse arrivate con il concordato fiscale e con il ravvedimento operoso, che dovevano portare al taglio delle tasse per il ceto medio, vengono ora tenute come sorta di 'tesoretto' in attesa di capire gli sviluppi del quadro macro-economico non solo italiano. Una mazzata certamente politica per le ambizioni di Forza Italia e Lega, ma anche fiscale per molti lavoratori e imprese, in particolare Partite Iva, che attendevano da mesi quasi provvedimenti.

Ma Palazzo Chigi e il Mef sono stati categorici: ora serve massima prudenza e cautela, mentre Meloni cercherà di aprire un dialogo diretto con il vice di Trump J.D. Vince durante la sua visita in Italia per le festività di Pasqua (previsto un incontro con la premier in attesa del viaggio di Meloni negli Usa probabilmente a maggio, ma nulla è ancora certo). Però al momento Meloni e Giorgetti hanno chiesto agli alleati di non insistere su questi due provvedimenti, di togliergli dal dibattito politico in attesa di comprendere meglio che cosa accadrà nello scenario economico internazionale.

Una decisione che certo non gioverà alla maggioranza e al Centrodestra in chiave elettorale (Amministrative e poi Regionali) ma che Chigi e Via XX Settembre giudicano inevitabile alla luce di quanto accaduto con la guerra commerciale scatenata dal tycoon e anche il conseguente crollo dei mercati finanziari

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