Politica

Quirinale, Draghi bidona Salvini e sceglie la Cartabianca

l'opinione di Paolo Diodati

Nel giorno della prima chiamata, la notizia che ha avuto il massimo risalto e il maggior numero di commenti è l'incontro Draghi-Salvini

Salvini, uscito dall'incontro a viso non solo non sorridente, ma chiaramente teso, ha confermato: "Incontro andato male..."

Nel giorno della prima chiamata, la notizia che ha avuto il massimo risalto e il maggior numero di commenti è l'incontro Draghi-Salvini. Salvini, uscito dall'incontro a viso non solo non sorridente, ma chiaramente teso, ha confermato: "Incontro andato male...". La nota emessa da Palazzo Chigi: "Incontro non male."

Interpretazione: Salvini, mi sembra ovvio, ha chiesto: "Se ti eleggiamo, che intenzioni hai per il Governo? Non vorrai metterci un altro tecnico? Se non dai garanzie, come facciamo a convincere i nostri a votarti?"  Draghi, che in un anno non ha avuto il coraggio di abbandonare il catastrofico Speranza, s'è di nuovo riaffidato alla speranza di riuscire ad avere carta bianca, rifugiandosi nell'arrocco.

A ogni tentativo di Salvini di farlo scucire un po', lui fuggiva e schivava.  Poiché la pazienza e il ruolo che s'è assegnato Salvini non gli hanno permesso di dare un chiaro e definitivo aut-aut, per Salvini, che non ha cavato un ragno dal buco, il colloquio è, giustamente, andato male. Per Draghi non è andato male, perché Salvini, per quanto scuro in volto, ha fatto ancora il gentleman con il marziano.

Unica nota positiva della votazione: addirittura Bossi e Mattarella hanno avuto la conferma dell'affetto di qualche irriducibile ammiratore. Gli eventuali votanti per Draghi sono stati meno di sei. Non mi sembra un segnale per una futura acclamazione.

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