Economia

Tim e Open Fiber più vicine alla rete unica. Ma manca l'ok di Kkr

Il ceo di Fastweb Calcagno: "Solo per zone grigie e bianche, altrimenti si rischia solo di fare confusione"

Rete unica, Tim, Cdp e Macquarie già d'accordo, manca Kkr

Tim e Open Fiber compiono un altro passo verso il loro matrimonio per la famosa rete unica. Ma attenzione perché non siamo ancora alla proverbiale fumata bianca. Fonti vicine al dossier riferiscono che si stanno limando gli ultimi dettagli e che i tempi saranno sicuramente brevi. Non c’è ancora una data precisa, ma diciamo che la meta è vicina. Il protocollo d’intesa ha avuto il via libera di Cdp e Macquarie, manca ancora il via libera definitivo di Kkr che vuole vederci chiaro su alcuni aspetti. Nulla che possa mettere a repentaglio la definizione della rete unica, ma certo gli ostacoli si continuano a parare davanti al dossier.

Il no di Fastweb

A questo proposito è da registrare la tiepida reazione del ceo di Fastweb, Alberto Calcagno, alla rete unica intesa come un player che si occupi di cablare tutta l’Italia. Per il manager, infatti, l’ideale sarebbe quella di unire le forze solo nelle zone bianche e grigie, cioè quelle che ancora non hanno completato la diffusione della fibra, in modo "che si scavi una sola volta e non due". Da ricordare che Fastweb è azionista di Fibercop.

Il Sole 24 Ore, intanto, ha provato a definire quale potrebbe essere la via più probabile per la realizzazione della rete unica. Una teoria che, a quanto può riferire Affaritaliani.it, è verosimile. Dunque la strada prescelta sarebbe quella della vendita diretta: la rete verrebbe societarizzata prima della realizzazione della rete unica (in vista anche della presentazione del piano industriale del prossimo 7 luglio). In questo modo, vendendo la rete Tim potrebbe avere la liquidità necessaria per iniziare un’opera di abbattimento del debito, che rappresenta un fardello notevole. Questa soluzione, tra l’altro, sarebbe “benedetta” anche da Kkr. Si vedrà, insomma. Ma sembra veramente che manchi poco per arrivare al traguardo auspicato all’inizio dell’anno dal presidente di Cdp Giovanni Gorno Tempini.

 


 

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