Cronache
Epatite acuta pediatrica, Pregliasco: "Nessun legame con vaccino anti-Covid"

Secondo gli esperti, l'abbassamento immunitario dipenderebbe dall'isolamento sociale adottato per il contenimento della pandemia
Epatite misteriosa nei bambini: da cosa dipende
L’aumento dei casi di epatite acuta nei bambini ha origini misteriose, ma i virologi escludono un legame con in vaccino anti-Covid. Lo ha spiegato Fabrizio Pregliasco, esperto dell'università degli Studi di Milano all’Adnkronos, sostenendo l’ipotesi per cui “potrebbe esserci stato un abbassamento delle difese, con una quota maggiore di infezioni da adenovirus che prima risultavano più diluite”. Il fatto dipenderebbe dall'isolamento sociale imposto dalle restrizioni adottate per il contenimento della pandemia.
Un articolo pubblicato su “Eurosurveillance” riporta che attualmente le principali ipotesi si “concentrano sull'adenovirus, o su una nuova variante, con una sindrome clinica distinta da quelle tradizionalmente note. O su una variante che circola regolarmente e che ha un impatto più grave sui bambini più piccoli immunologicamente naïve", considerando che "l'infezione da adenovirus come causa di epatite grave è rara nei bambini immunocompetenti".
Rezza: "In Europa casi anomali di epatiti nei bambini. Monitoriamo il fenomeno"
"In Europa e specialmente nel Regno Unito numero anomalo di casi di epatite nei bambini. Monitoriamo il fenomeno" così il Direttore Generale della Prevenzione sanitaria presso il Ministero della Salute Giovanni Rezza.
Rezza: "Indagini approfondite su casi epatite sconosciuta nei bambini"
"Sono arrivate anche in Italia alcune segnalazioni di epatiti acute da causa non nota e su queste si sta indagando in maniera molto approfondita. In Europa e in particolare nel Regno Unito sono arrivate diverse segnalazioni di casi di epatite acuta da causa non nota, soprattutto fra bambini sotto i 10 anni. A seguito di questa segnalazioni il Ministero della Salute già dal 14 aprile si è prontamente attivato per aggiornare e informare le regioni e per sollecitare a segnalare i casi sospetti che aderissero alla definizione di caso fatta dall'Oms". A dirlo è il direttore per la prevenzione del ministero della Salute Gianni Rezza.