Economia
Armi alla Colombia, "truffa e sostituzione persona". Broker D'Alema nei guai



Indagati Amato e Caruso, trattarono con Bogotà per la vendita di armi. Trema l'ex premier, la trattativa parallela con il governo di Bogotà finisce in tribunale
Armi alla Colombia, due broker indagati: uomini vicinissimi a D'Alema
La procura di Napoli è passata dalle parole ai fatti. La questione della compravendita di armi alla Colombia con la complicità dell'ex premier Massimo D'Alema è arrivata ad un punto di svolta. Non c'è più solo un fascicolo aperto contro ignoti ma - si legge su Repubblica - sono stati iscritti nel registro degli indagati i due broker che collaborarono con D'Alema alla trattativa con il governo di Bogotà. "Utilizzo di credenziali false» per proporsi come 2 negoziatori nella compravendita di armamenti alle forze armate colombiane del valore di 4 miliardi di euro" con Fincantieri e Leonardo. Per il tramite dell’ex presidente del consiglio Massimo D’Alema. La vendita, sfumata, di navi e aerei militari italiani alla Colombia finisce in tribunale.
La procura di Napoli - prosegue Repubblica - ha iscritto nel registro degli indagati Francesco Amato ed Emanuele Caruso, 38 e 43 anni, i due broker pugliesi ora accusati di sostituzione di persona e truffa. La Digos del capoluogo campano ha perquisito uffici e abitazioni di Amato e Caruso alla ricerca di elementi che possano dimostrare come i due «si siano accreditati» presso «istituzioni internazionali», si legge nel decreto di perquisizione, allo scopo di fare affari. Per portare a termine l’affare, Caruso era entrato in contatto, attraverso un conoscente di Amato, anche con D’Alema. Intervistato da Repubblica, l’ex premier ha raccontato di essersi limitato a mettere in contatto i due con Leonardo e Fincantieri, di averlo fatto gratuitamente. La procura accelera e adesso trema anche l'ex premier.